Perché il modo di comunicare di questo scienziato ambientale è così efficace

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“Da scienziato ambientale ti dico che la risposta non è questa”, così i giovani attivisti di Ultima Generazione che da giorni stanno bloccando il Grande Raccordo Anulare in segno di protesta, ieri si sono trovati davanti chi ha tentato di persuaderli

Loro parlano di “disobbedienza civile nonviolenta come mezzo di protesta” e, un po’ come i ragazzi di Just Stop Oil in Inghilterra in giro per musei, gli attivisti per il clima di Ultima Generazione, ieri mercoledì 2 novembre, hanno bloccato nuovamente il Grande Raccordo Anulare a Roma.

Inutile dire quanto sia stata inferocita la reazione degli automobilisti, già messi quotidianamente a dura prova dal traffico costante di quella arteria, ma questa volta qualcuno è sceso dalla sua auto e ha provato a parlare pacatamente a quei manifestanti.

A tentare di convincere quei ragazzi a spostarsi è stato quello che si è scoperto poi essere uno scienziato ambientale, che non si è certo perso d’animo e si è confrontato con loro.

Io sono laureato in scienze ambientali, tutti i giorni vado a lavoro per cercare di fare qualcosa inerente all’ambiente. Invece di stare sull’asfalto, andate pure voi a tutelare le alberature, a tutelare il verde. Questo non è contrastare il cambiamento climatico, contrastare è un gesto attivo nei confronti dell’ambiente. Tutto questo l’unica cosa che provoca è un aumento di smog di macchine che stanno ferme a mandare su gli inquinanti, dice lo scienziato.

Da scienziato ambientale ti dico che la risposta non è questa. La transizione ecologica non la fai così.

Una piccola lezione efficace e puntuale su chi dovrebbe fare cosa insomma, che peraltro non arriva sicuramente da una persona saccente né supponente. Anche lui, lo scienziato, poco più giovane di quei ragazzi sull’asfalto, ha provato a dire la sua con tutta la calma di questo mondo.

Ognuno ha fatto la propria parte e ognuno ha le sue ragioni, condivisibili o meno, ma sicuramente quelle degli attivisti danno più filo da torcere, perché bloccano il traffico, danno fastidio, ci fanno fare tardi… 

Purtroppo concetti giustissimi, quelli dei manifestanti, espressi nel peggiore dei modi. Occasione sprecata – scrivono alcuni sui social.

Se invece di difenderli voi li ascoltaste, capireste che questi vogliono solo una cosa: decrescita e anticapitalismo – scrivono altri.

Venite a lavorare con me oggi perché ci manca gente per mitigare l’inquinamento dell’ambiente, controbbatte invece di persona lo scienziato, probabilmente dando una voce più che cordiale a quanti pensano che questo tipo di azioni lasciano solo il tempo che trovano.

Alla fine il sit-in si è concluso solo con lo sgombero da parte delle forze dell’ordine, ma quello scienziato – di cui non conosciamo il nome – ha fatto breccia nei cuori dei più: che sia davvero questa la strada per un futuro migliore? Meno proteste e più sostanza, rimbocchiamoci le maniche e studiamo (e attuiamo) la strategia migliore per salvarci la pelle.

Voi cosa ne pensate?

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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