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L’Unione Europea verso il divieto dell’olio essenziale di lavanda: sarà classificato come tossico?

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I produttori francesi sono preoccupati per il nuovo regolamento sulla chimica verde che potrebbe bandire anche prodotti naturali.

L’olio essenziale di lavanda è un prezioso rimedio naturale contro ansia, insonnia, dolori mestruali e molti altri disturbi. Le sue virtù sono sfruttate fin da tempi antichi e dimostrate da numerosi studi ma tra non molto potremmo non goderne più.

L’Unione europea vorrebbe infatti mettere al bando questo straordinario prodotto poiché potenzialmente tossico. La Commissione Europea si sta infatti muovendo verso un ambiente privo di sostanze tossiche e caratterizzato da una chimica verde, come previsto dal Green Deal europeo.

In quest’ottica, entro la fine del 2022, l’UE dovrebbe presentare un regolamento in merito a classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze. Per il momento il progetto di legge della Commissione non è stato ancora presentato, ma è bastata la bozza a mettere in allarme produttori, distillatori, trasformatori e consumatori, soprattutto in Francia, paese che conta 2.500 produttori, 130 distillerie e centinaia di aziende nel settore delle essenze.

Gli oli essenziali infatti rientrerebbero nella normativa e dovranno rispettare questi standard sia come prodotti finiti immessi sul mercato sia come ingredienti nella composizione dei prodotti cosmetici. I produttori di oli essenziali temono che, in via precauzionale, le essenze possano essere considerate cancerogene, interferenti endocrini o semplicemente ritenuti troppo pericolosi e dunque soggetti a restrizioni o vietati.

Gli oli essenziali scomparirebbero, così come scomparirebbero mestieri, usi tradizionali e saperi antichi e, in seguito a un divieto dei prodotti naturali come l’olio di lavanda, si aprirebbe la porta all’uso di fragranze di sintesi in profumeria e nella produzione di saponi.

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Le nuove normative europee preoccupano anche altri settori poiché potrebbero avere conseguenze disastrose, ad esempio, per la produzione di miele. Se non si potesse più produrre olio essenziale di lavanda, si avrebbe poca convenienza a coltivare questa specie e, di conseguenza, ci sarebbero meno piante per le api.

Inoltre, rischiare non è solo l’olio essenziale di lavanda, ma anche le essenze di rosmarino, timo e altre, tutte caratterizzate dalla presenza di centinaia di molecole che potrebbero rientrare nella categoria di quelle tossiche.

La rappresentanza francese della Commissione europea ha rassicurato i produttori francesi dichiarando che si tratta di timori infondati. L’Unione europea non avrebbe alcuna intenzione di vietare gli oli essenziali e ogni modifica al regolamento sarà comunque discussa con gli operatori del settore poiché l’obiettivo è quello di proteggere consumatori e ambiente, non di danneggiare il mercato.

Nonostante questo, il sindacato dei professionisti del settore Profumi, Aromatici e Piante Medicinali francese (PPAM) ha lanciato una petizione “contro la scomparsa degli oli essenziali e dei prodotti naturali”, indirizzata alla Commissione Europea per chiedere un approccio specifico, adattato ai prodotti naturali e agli oli essenziali. La petizione, lanciata meno di una settimana fa, ha già superato le 80mila firme.

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Fonti di riferimento: France Info/Commissione europea/change.org

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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