Coca cola, il primo inquinatore al mondo di plastica si rifiuta di eliminare le bottiglie monouso

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Numerose aziende stanno progressivamente abbandonando la plastica monouso a favore di materiali più ecologici, eccetto Coca Cola. L’azienda non vuole infatti rinunciare alle bottiglie di plastica, sostituendole con vetro e lattine. Il motivo? Sono più comode, leggere e tra le più apprezzate dai clienti. Lo ha dichiarato Bea Perez, responsabile dei progetti per la sostenibilità ambientale di Coca Cola, parlando al World Economic Forum di Davos, come riporta la BBC.

La Perez ha aggiunto che il “business non è business se non veniamo incontro ai consumatori“, vale a dire che gli interessi economici sono superiori alla causa ambientalista, come se fosse un optional e non una vera emergenza.

Verranno quindi mantenute sia le bottiglie da 33 centilitri che quelle da 66, entrambe considerate particolarmente pratiche dalla clientela. Tuttavia c’è l’intenzione di cambiare forma di imbottigliamento per entrare nel sistema della plastica riciclata e innovativa, che dovrebbe costituire almeno il 50% della produzione entro il 2030:

“Coca cola si è impegnata a utilizzare almeno il 50% di materiale riciclato nelle sue confezioni entro il 2030. Sta inoltre collaborando con ONG di tutto il mondo per contribuire a migliorare la raccolta.”

Bea Perez ha anche specificato che l’utilizzo di imballaggi in alluminio e vetro potrebbe far aumentare l’impronta di carbonio dell’azienda, motivo per cui si preferisce restare sul “sicuro“. Tuttavia, secondo le organizzazioni ambientaliste, riciclare la plastica in modo più efficiente non è comunque efficace per risolvere il problema dell’inquinamento dovuto a questo materiale, semmai una strategia per continuare a portare avanti un modello commerciale obsoleto e comodo.

D’altra parte Kate Melges di Greenpeace Usa ha sottolineato che è molto conveniente per la Coca Cola affermare che sia la clientela a volere la plastica monouso:

È molto conveniente per il peggior inquinatore di plastica del mondo insistere sul fatto che le persone vogliono la loro plastica monouso in giro. Coca-Cola continua a mostrare quanto sia fuori dal mondo con le crisi ambientali che le comunità di tutto il mondo stanno affrontando. La soluzione non è semplicemente scambiare un materiale usa e getta con un altro o continuare a ricorrere al riciclaggio. La soluzione è che Coca-Cola e altri giganti dei beni di consumo ripensino radicalmente al modo in cui stanno portando prodotti alle persone, centrando i sistemi di riutilizzo e opzioni prive di pacchetti. Non possiamo permetterci i livelli di inazione che Coca Cola ha mostrato finora. Presto, la società si renderà conto di quanto siano malate e stanche le sue dipendenze plastiche.

E ha aggiunto che trasformare le bottiglie in plastica in nuove bottiglie più e più volte, come vorrebbe Coca Cola, è soltanto un mito lontano dalla realtà. Basti pensare che negli USA solo il 29% delle bottiglie di plastica viene raccolto per essere riciclato e quasi nessuna di queste viene trasformata in altre bottiglie.

E questo accade nonostante la Coca Colla si fosse detta intenzionata, l’estate scorsa, ad allontanarsi dalla lobby dei produttori di plastica degli Usa, dopo essere stata definita nel 2019 l’azienda che produce più rifiuti di plastica al mondo dall’associazione Break Free from Plastic.

La Coca Cola, purtroppo, non produce numeri esigui di bottiglie in plastica, bensì circa 3 milioni di tonnellate all’anno, vale a dire circa 200mila bottiglie al minuto per un totale di 100 miliardi l’anno. E rappresenta il primo produttore al mondo di rifiuti di questo materiale.

Sarà difficile farle cambiare idea ma come consumatori possiamo senz’altro fare la nostra parte, boicottandola.

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Laureata in Scienze dei Beni Culturali, redattrice web dal 2008 e illustratrice dal 2018, ha pubblicato per Giochidimagia Editore "Il sogno attraverso il tempo". Con SpiceLapis ha realizzato "Memento Mori, guida illustrata ai cimiteri più bizzarri del mondo".
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