Trovato un teschio di 3,8 milioni di anni: la scoperta potrebbe cambiare le teorie sull’evoluzione umana

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Un teschio di 3,8 milioni di anni potrebbe spingere gli scienziati a rivedere le teorie sull’evoluzione umana. L’eccezionale ritrovamento è avvenuto in Etiopia grazie a un gruppo di esperti di istituti statunitensi, tedeschi e italiani, e potrebbe essere legato al fossile umano più famoso al mondo, Lucy.

L’antico cranio appartiene a una specie chiamata Australopithecus anamensis (A. anamensis) ed è il primo esempio “vivo” di questa famiglia. In passato si pensava che questa specie precedesse quella di Lucy, Australopithecus afarensis (A. afarensis), ma le caratteristiche di questa ultima scoperta ora suggeriscono che i due ominidi siano stati contemporanei per almeno 100mila anni. Se così fosse il nostro albero genealogico sarebbe più complesso di quanto pensato finora.

Raro ed eccezionalmente conservato, il teschio testimonia infatti una specie che ha vissuto in Africa orientale tra 4 milioni e 3 milioni di anni fa circa. Poiché l’inizio dell’Homo è datato a circa 2,8 milioni di anni fa, A. anamensis potrebbe essere legato alla nascita degli esseri umani, e per questo tale ritrovamento è particolarmente importante.

Mentre prima si riteneva che A. anamensis si fosse trasformato gradualmente in A. afarensis, ora possiamo ipotizzare che ci sia stata una convivenza, il che implicherebbe come la specie Homo sia stata influenzata direttamente da entrambe le specie.

La conservazione del campione è davvero eccezionalespiega Stephanie Melillo, che ha collaborato alla ricerca – Il cranio è stato trovato in soli due grandi pezzi […] Siamo stati davvero fortunati in questa scoperta”.

Lucy, la nostra più famosa antenata scoperta 45 anni fa, potrebbe aver avuto due “genitori”, e quindi tutti noi potremmo essere nati in maniera diversa da quanto finora ritenuto. Le prove non sono ancora sufficienti per affermarlo con certezza, ma questo ritrovamento potrebbe dare l’avvio a ricerche mirate in tal senso.

teschio 3,8 milioni anni fa lucy

Foto: Edwin Remsberg/Alamy via Nature

Il lavoro è stato pubblicato su Nature.

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Cover: Dale Omori/Cleveland Museum of Natural History via Nature

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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