La leggenda di come i pappagalli divennero colorati (e cosa dice la scienza)

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I pappagalli e la bellezza dei loro colori: una leggenda dice che sia stato un cartografo, con l’aiuto della Luna, a farli diventare così variopinti. Ma la scienza, che con la sua “freddezza” a volte spegne il romanticismo, ha scoperto il vero meccanismo, grazie ad uno studio condotto presso l’Università di Otago (Nuova Zelanda).

I pappagalli sono tantissimi e si differenziano per dimensioni, colori, caratteristiche del becco, delle zampe e per molti altri motivi. Ma quello che li accomuna è la straordinaria bellezza dei loro colori, particolarmente spettacolari anche rispetto ad altre specie di uccelli.

Una leggenda dice che però all’inizio erano bianchi come la neve e che questo non piaceva al pappagallo Felix, intenzionato a distinguersi dagli altri. Egli andò per questo da un imbianchino, che però aveva solo vernice bianca, quindi dal mago ranocchio, ma anche lui non fu di aiuto perché il manto colorato che propose all’uccello non era soffice come le sue piume.

Felix però, un po’ affranto, incontrò la sua amica Luna che gli diede una lettera preparata per lui sulla quale c’era scritto “Vai subito dal cartografo”. E il pappagallo così fece. Lì sì che trovò tutti i colori del mondo e si fece dipingere le piume. Ma la notizia poi si sparse in tutta Pappagallopoli (La città dei pappagalli) ed così tutti i pappagalli divennero colorati.

Romanticissima leggenda che vede nella Luna l’artefice di questo spettacolo che la natura ancora ci offre. La realtà scientifica è però un po’ diversa, e forse perde un po’ di romanticismo, ma non di bellezza. I ricercatori dell’Università di Otago, infatti, hanno scoperto che i pigmenti rossi e gialli delle piume dei pappagalli interagiscono con la luce in modi diversi, probabilmente perché le molecole del pigmento nelle penne rosse “comunicano” tra loro.

La maggior parte degli uccelli genera piume colorate usando due metodi ben noti: blu, verde e viola si ottengono quando la luce viene riflessa da strati microscopici nelle penne, mentre la maggior parte degli altri colori, compreso il rosso e il giallo, si formano quando la luce viene assorbita da pigmenti chimicamente diversi.

Ma i pappagalli sono insoliti perché le loro penne rosse e gialle contengono pigmenti chimicamente simili e questo mistero non era mai stato risolto. I ricercatori di Otago hanno quindi analizzato le loro piume con una tecnica di basata sul laser scoprendo un gruppo eterogeneo di componenti del pigmento che interagiscono l’uno con l’altro. In altre parole questi componenti sono di base in realtà arancioni e diventano rossi solo quando interagiscono tra di loro nella piuma.

pappagalli colore1Foto: Jonathan Barnsley

“Abbiamo dimostrato che i pigmenti rossi hanno una varietà di cromofori (molecola, o parte di una molecola, che assorbe la luce visibile, N.d.R.) […] – spiega Jonathan Barnsley, autore principale del lavoro – Cromofori diversi possono generarsi quando le molecole interagiscono o comunicano con i loro più stretti vicini, modificando la loro interazione con la luce”.

E la scoperta non è solo una curiosità scientifica di per sé. La maggior parte degli uccelli, infatti, ha bisogno di trovare e mangiare cibi specifici per produrre i loro colori rosso e giallo, mentre i pappagalli possono farlo senza seguire una dieta speciale.

Secondo i ricercatori di Otago è possibile che siano in grado di sintetizzare i pigmenti utili ad una quantità enorme di colori. Questo meccanismo, se confermato, potrebbe essere significativo nell’evoluzione dei pappagalli e forse anche di altri animali.

Anche se il leggendario Felix non è mai esistito e anche se la Luna non ha aiutato sul serio questa straordinaria specie a colorarsi, la natura riesce a stupirci lo stesso e la scienza, spiegandoci come, non è meno “romantica”.

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Roberta De Carolis

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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