Avvistato dopo 30 anni il cervo-topo, creduto estinto dagli scienziati

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Gli scienziati  credevano fosse ormai estinto, invece una telecamera lo ha immortalato in una foresta vietnamita: si tratta del cervo topo, una specie di cui non si avevano notizie da quasi trent’anni.
L’ultima registrazione scientifica nota dell’animale risale infatti al 1990, quando un cacciatore ne uccise uno e donò il campione agli scienziati.

Il cervo topo (Tragulus versicolor) è un piccolo animale, delle dimensioni di un coniglio, con il manto di due colori. La testa e la parte anteriore del copro sono infatti color ruggine, mentre la zona posteriore è grigio-argento. L’animale ha poi delle macchie biancastre, generalmente a livello del collo e due canini particolarment sviluppati, simili a due piccole zanne.

Il cervo topo è una preda di leopardi, cani selvatici e pitoni, ma gli scienziati ritenevano che a causare l’estinzione dell’animale fossero state le trappole poste dai cacciatori, che uccidevano questi piccoli esemplari.

In seguito alle segnalazioni degli abitanti della zona e delle guardie forestali vietnamite, che sostenevano di aver avvistato alcuni esemplari di cervo topo, un team di scienziati ha posizionato tre trappole fotografiche in diverse zone della foresta. Per cinque mesi le trappole hanno catturato ben 275 foto dell’animale in 72 eventi separati.
I ricercatori hanno quindi installato altre 29 telecamere nella stessa area e scattato altre 1.881 fotografie, registrando 208 avvistamenti indipendenti.

Non è chiaro quanti esemplari siano rappresentati nelle fotografie e quale sia il numero di animali presente nella foresta, ma di certo il cervo topo vive ancora in natura, contrariamente a quanto si credeva.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Nature Ecology and Evolution e i ricercatori sottolineano come la sorprendente scoperta sollevi la necessità di azioni urgenti per proteggere ciò che rimane della popolazione di cervo topo.
Una delle priorità principali è quella di ridurre l’uso di trappole per catturare animali selvatici, una misura che proteggerà non solo il cervo topo ma anche il resto della fauna, tra cui numerosi mammiferi e uccelli che si trovano solo in questa zona e che sono minacciati di estinzione.
Questa tipo di caccia illegale, guidata dalla domanda di carne di animali selvatici nell’Asia orientale, e ha portato alla scomparsa di numerose specie perché le trappole possono catturare e uccidere indiscriminatamente quasi tutto ciò che cammina sul suolo della foresta.

La riscoperta del cervo topo ha inoltre riacceso le speranze per altre specie che gli scienziati considerano ormai estinte ma che potrebbero essere ritrovate di nuovo in natura.

Per ritrovare le specie perdute occorre la collaborazione delle comunità locali, come è avvenuto per il cervo topo. Le segnalazioni e la conoscenza del territorio dei residenti sono fondamentali per il lavoro degli scienziati, che altrimenti non saprebbero da dove partire per ritrovare specie credute perse per sempre.

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Tatiana Maselli
Foto cover

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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