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Nemo è in pericolo. Il pesce pagliaccio arancione, diventato popolare grazie al film d'animazione della Pixar, sta diventando sempre più raro in natura, tanto che la sua specie sta per estinguersi.

È quanto sostiene un gruppo di ricercatori del Center for Biological Diversity, che ha sottoposto all'attenzione dello statunitense National Marine Fisheries Service una petizione per inserirlo nell'Endangered Species Act (Esa), insieme ad altre 7 specie di pesci della barriera corallina, ovvero Chromis atripectoralis, Chromis viridis , Dascyllus albisella, Dascyllus reticulatus, Microspathodon, Plectroglyphidodon dickii e Plectroglyphidodon johnstonianus.

Perché? Perché l'acidificazione degli oceani, ovvero la decrescita del valore del pH oceanico causata dall'anidride carbonica di origine antropica, ne danneggia l'udito, la vista e l'olfatto, interferendo con la loro capacità di nascondersi negli anfratti della barriera corallina per evitare i predatori. I livelli di predazione sono di 5-9 volte superiori rispetto a quanto dovrebbero essere. Non solo: l'acidificazione degli oceani e il riscaldamento globale minacciano anche di distruggere il loro habitat, le barriere coralline, probabilmente i primi ecosistemi al mondo che scompariranno del tutto, visti i ritmi e l'intensità degli eventi di sbiancamento di massa. Come se tutto questo non bastasse, ecco arrivare il colpo di grazia: il commercio per gli acquari marini, esploso anche a causa dell'improvvisa popolarità del povero Nemo.

"Rischiamo di perdere per sempre il suggestivo pesce che ha ispirato il film se non fermiamo subito il riscaldamento globale e l'acidificazione degli oceani - spiega in una nota Shaye Wolf, direttore scientifico clima per il Centro-. L'inquinamento da carbonio danneggia questi pesci e distrugge la loro casa, la barriera corallina. Se vogliamo che questi splendidi animali sopravvivano in natura, non solo in un film, dobbiamo proteggerli". E per farlo, l'inserimento nell'Endangered Species Act potrebbe essere fondamentale.

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"Le barriere coralline – continua Wolf- sono le foreste pluviali del mare, ma l'inquinamento di carbonio sta demolendo la loro biodiversità. Più a lungo ritardiamo nel proteggerle, con l'Endangered Species Act e riducendo i gas a effetto serra che danneggiano i pesci della barriera e distruggono le loro case, tanto più sarà difficile salvare queste creature uniche". Insomma, se non proteggiamo l'habitat barriera corallina da cui questi pesci dipendono, la ricerca di Nemo potrebbe diventare impossibile.

Roberta Ragni

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