padova champions

Anche i Comuni hanno la loro Champions League. Premiati per l'attenzione posta nei riguardi dell'ambiente attraverso una serie di azioni per favorire l'uso delle fonti pulite attraverso le politiche energetiche locali, 12 comuni europei hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento. Tra queste Padova e Grosseto.

Alla premiazione oggi a Roma sono intervenuti il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini, il sottosegretario al ministero dell’Ambiente Tullio Fanelli, il responsabile settore comunicazione della rappresentanza in Italia della Commissione europea Vittorio Calaprice, il senatore Francesco Ferrante. Alla gara di quest'anno hanno partecipato 12 paesi europei: Austria, Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Italia, Polonia, Scozia, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Ungheria, selezionati in base ai risultati conseguiti in “competizioni nazionali” sulla diffusione delle tecnologie pulite e sulle politiche energetiche locali.

Quattro le categorie premiate, in base al numero di abitanti: si da dai comuni fino a 5mila abitanti (piccolissimi) a quelli tra 5 e 20mila abitanti (comuni piccoli), e infine da quelli tra i 20 e i 100mila (medi) a quelli con oltre i 100mila residenti (grandi).

Ed ecco la classifica:

Comuni piccolissimi (fino a 5.000 abitanti)

1 posto: Tramayes (Francia)
2 posto ex-aequo: Friedrich-Wilhelm-Lübke-Koog (Germania)
2 posto ex-aequo: Boly (Ungheria)

Comuni piccoli (5.000 – 20.000 abitanti)

1 posto: Tacherting (Germania)
2 posto: Le Mené (Francia)
3 posto: Szarvas (Ungheria)

Comuni medi (20.000 – 100.000 abitanti)

1 posto: Leutkirch (Germania)
2 posto: Grosseto (Italia)
3 posto: Zlin (Repubblica Ceca)

Comuni grandi (> 100.000 abitanti)

1 posto: Padova (Italia)
2 posto: Erlangen (Germania)
3 posto: Besançon (Francia)

L'Italia ha ben due comuni premiati, Grosseto tra le città medie e Padova tra quelle di grandi dimensioni. Quest'ultima si è guadagnata il primo posto tra i comuni con più di 100 mila abitanti per il suo impegno a favore dell'efficienza energetica, dello snellimento dei consumi e della riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Si tratta di un podio guadagnato a seguito di una strategia a lungo termine, inaugurata nel 1993 con il Piano energetico comunale e proseguita negli anni. Lo scorso anno, il comune veneto si è impegnato nella riduzione del 20% delle sue emissioni al 2020 rispetto ai livelli del 2005. Per farlo, sono stati installati 572 mq di solare termico, 42.700 kW di fotovoltaico, 0,75 kW di mini eolico, 590 kW di mini idro, 11,3 MW di biomassa, 200 kWe + 90 kWt geotermia, 1.980 kWe biogas.

Grosseto invece ha conquistato il secondo posto tra i comuni medi grazie ai progetti di informazione dei cittadini e agli importanti risultati di diffusione delle fonti rinnovabili nel territorio con 432 mq di solare termico, 12.900 kW di fotovoltaico, 60 kW di minieolico, 470 kW di mini idro, 19 kWt di geotermia e 1.248 kWe di biogas.

Anche sul fronte della mobilità sostenibile, la cittadina toscana ha attuato nuove soluzioni, dotandosi di biciclette e di auto elettriche, e fornendo ai residenti incentivi per l’acquisto di bici elettriche. Importante anche la campagna Eternit Free, che ha l’obiettivo di promuovere la sostituzione di tetti in eternit con impianti fotovoltaici presso le aziende del territorio beneficiando degli incentivi speciali introdotti dallo Stato.

Per le altre categorie, la città che ha conquistato il podio tra i comuni piccolissimi è stata Tramayes, il primo comune entrato nella rete francese “Comunità 100% rinnovabili” grazie alle politiche incentrate sull’efficienza energetica in edilizia, sull’uso razionale dell’illuminazione pubblica, sulla riduzione dei combustibili fossili e sullo sviluppo del solare termico e fotovoltaico. Ma non solo. Una rete di teleriscaldamento alimentata da un impianto a biomassa legnosa da 1,2 MW di proprietà pubblica riscalda tutti gli edifici comunali, un ospedale e parte delle abitazioni private. Inoltre, il comune sta sviluppando il primo progetto “ecodistrict” che prevede la costruzione di 60 case a basso consumo energetico i cui fabbisogni energetici saranno soddisfatti grazie a una rete di teleriscaldamento e dalle fonti rinnovabili.

Tra i comuni piccoli, ha conquistato il primato Tacherting in Germania grazie ai suoi 4.332 mq di solare termico, agli 11.264 kW di fotovoltaico, 582 kW di mini idro, 2.236 kW di biogas. Secondo i dati divulgati dalla Energymap, il 65% dell’energia elettrica consumata dai residenti proviene dall’utilizzo di fonti rinnovabili. A ciò va aggiunto che tutti i tetti delle abitazioni sono dotati di impianti solari termici e fotovoltaici e nelle aziende agricole sono diffusi impianti solari fotovoltaici e a biogas.

Tra i comuni medi, invece, troviamo alla prima posizione la cittadine tedesca di Leutkirch, per aver favorito l'autoproduzione energetica dando la possibilità ai cittadini di diventare produttori di energia elettrica grazie a sistemi collettivi di impianti solari fotovoltaici. La città ha 6.273 mq di solare termico, 30.940 kW di fotovoltaico, 360 kW di mini idro, 3.335 kW di biogas, 2.500 kW di biomassa. Sono inoltre 1.200 i kW di solare fotovoltaico distribuiti sui tetti delle abitazioni private.

E tra i comuni grandi, il primato è andato alla già citata Padova. Ottimo il risultato del nostro paese all'interno del Campionato Europeo delle Rinnovabili, soprattutto sul fronte del fotovoltaico: nel 2011, l'Italia ha conquistato il primo posto per capacità installata, passando da 2.326 a 9.280 MW e superando la Germania che si attesta sui 7.500 MW. Una crescita proseguita nel corso degli ultimi mesi, che ha portato l’Italia agli attuali 13.775 MW.

In tutta Europa è in corso una rivoluzione energetica dal basso, con progetti sempre più ambiziosi che dimostrano come oggi puntare sulle fonti rinnovabili sia l’unica prospettiva energetica da percorrere e la migliore risposta alla crisi economica – ha commentato Edoardo Zanchini -. I dati di diffusione del fotovoltaico, i premi assegnati anche quest’anno a Comuni italiani dimostrano quanto il nostro territorio sia ricco di risorse e esperienze di successo per quanto riguarda le fonti rinnovabili. Ora spetta al governo dare continuità a questa prospettiva, facendo in modo che i decreti con gli incentivi per solare, eolico e le altre rinnovabili non abbiano quell’impatto devastante sul settore come denunciato da più parti in questi mesi”.

E il decreti rinnovabili e il Quinto conto energia sono l'occasione giusta per farlo.

Francesca Mancuso

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