Vaquita, la creatura marina che sta scomparendo sotto i nostri occhi. Nel mondo restano solo 10 esemplari

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A rischio estinzione, e anche breve termine, la più piccola focena del mondo endemica del Golfo del Messico: della vaquita (Phocoena sinus), infatti, restano soltanto 10 esemplari e non a caso è conosciuta anche come “panda marino“. Tutta colpa degli uomini e della pesca di frodo. Entro la fine del 2019 forse non ci sarà più.

Ad annunciarlo sono i biologi marini del Comité Internacional para la Recuperación de la Vaquita (CIRVA), che in un rapporto spiegano che la vaquita, a meno che non si intervenga ora, si estinguerà nel giro di pochi mesi. Infatti, durante l’estate del 2018 si contavano non più di 22 vaquita, prima cioè dell’attuale stagione di pesca.

Ogni anno, metà di delle restanti vaquita vengono uccise in reti da pesca illegali messe per catturare un’altra specie in via di estinzione, la Totoaba, che i bracconieri pescano per prelevare le loro vesciche natatorie, che vengono essiccate e contrabbandate dalla criminalità organizzata cinese per essere vendute sul mercato nero.

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Mentre il Messico ha vietato l’uso delle reti da posta nel 2017, in realtà non c’è non alcun programma di sorveglianza delle acque per assicurarsi che le vaquita siano sicure.

Lo dimostra l’ultima vittima ritrovata: gli ambientalisti di Sea Shepherd hanno infatti comunicato di aver trovato “una vaquita intrappolata in una rete all’interno del Santuario della Vaquita, comprovando che le reti da posta illegali sono la più grande minaccia per questo piccolo cetaceo”.

Il vero obiettivo delle pesche illegali è, come dicevamo, il totoaba: i due animali sono di dimensioni simili (entrambi endemici della parte alta del Golfo di California ed entrambi gravemente minacciati), per cui le reti da posta sono perfette trappole mortali anche per le vaquita.

Gli ambientalisti ricordano che “recentemente girava voce nella zona più alta del Golfo di California che le reti da posta non fossero una minaccia per la vaquita ed altri cetacei, istigando richieste al governo messicano. Sea Shepherd è presente nella parte alta del Golfo di California dal 2015 nell’ambito di Operation Milagro. All’epoca l’equipaggio documentò l’impigliamento di 36 mammiferi marini nelle reti da posta illegali. Nove di loro erano cetacei e fu possibile salvarne solo uno, un giovane esemplare di megattera, agli inizi del 2016”.

Se smettiamo di operare, la vaquita si estinguerà”, ha detto il primo ufficiale di Sea Shepherd Jack Hutton.

Ma “c’è ancora speranza – sottolineano i ricercatori – le vaquita producono ancora piccoli e gli animali restanti sono sani”, ma serve un’azione determinata per scongiurarne l’imminente estinzione.

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Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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