La casa di riposo per cetacei anziani vissuti in cattività: una baia marina per restituirgli un po’ di libertà

Sarà una sorta di casa di riposo per cetacei anziani che hanno vissuto in cattività e che potranno tornare a sperimentare un po’ di libertà. Come sappiamo, infatti, dopo una vita tra zoo acquatici e acquari, è impossibile reinserire in natura gli animali e molto spesso, quando anziani e malati, cetacei e non solo vengono soppressi.

Ma adesso una svolta per beluga, orche e non solo potrebbe venire dal Whale Sanctuary Project che ha intenzione di creare una casa di riposo marina, unica nel suo genere nelle acque del Nord America.

Un rifugio marino che offrirà appunto l’opportunità ad alcuni cetacei, prigionieri di lunga data, di passare gli ultimi mesi della loro vita, nuotando nel loro habitat naturale.

Il progetto è guidato da scienziati di mammiferi marini che da anni si battono contro la prigionia di beluga e orche. Le riserve saranno situate in una baia o insenatura protetta, in modo che, cetacei che non possono essere liberati o quelli che necessitino di un periodo di riabilitazione per tornare in natura, possano sperimentare l’oceano in sicurezza.

Tutta la sofferenza dei cetacei in cattività:

I biologi stanno valutando quattro siti: due in Nuova Scozia, uno nella Columbia Britannica e uno nello Stato di Washington. La dimensione minima per un santuario in mare sarebbe circa 300 volte più grande della vasca di media in un parco marino.

“Probabilmente si inizierà dalla Nuova Scozia. Ciò non significa che ci stiamo arrendendo sulla costa occidentale. Ma dobbiamo iniziare da qualche parte”, ​​ha detto Lori Marino, un neuroscienziato che segue il progetto dal 2011.

Il punto però è che finora nessuna delle strutture che tengono cetacei in cattività, come il MarineLand Park nelle Cascate del Niagara, ha accettato di rilasciare gli animali per smettere le attività, nonostante proteste di scienziati e ambientalisti.

“Gli habitat di SeaWorld e altre strutture accreditate e certificate professionalmente sono il luogo più sicuro conosciuto per i mammiferi marini”, ha dichiarato David Koontz, portavoce di SeaWorld San Diego, in una nota. “Sarebbe irresponsabile rischiare la salute di questi magnifici animali spostandoli fisicamente in un ambiente sperimentale, non provato e pericoloso”.

Ma Lori Marino, la pensa diversamente.

“Speriamo che posti come SeaWorld o come MarineLand, riescano a cambiare idea perché molte persone stanno iniziando a ribellarsi a questi parchi, sono stanchi di vedere animali che fanno acrobazie”.

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Giornalista professionista, laureata con lode in Scienze Politiche e con un master in Comunicazione Pubblica e Politica. Vincitrice di due premi giornalistici per la realizzazione di due documentari. A settembre 2017 pubblica "Appunti di antimafia. Breve storia delle azioni della ‘ndrangheta e di quelli che l’hanno contrastata".
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