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Tartaruga azzannatrice recuperata dai vigili del fuoco in un lago di Narni. È un pericolo per l’uomo e per la fauna locale

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I vigili del fuoco di hanno recuperato una tartaruga azzannatrice in un lago di Narni. Si tratta di una specie pericolosa anche per l’uomo

Insolito ritrovamento a Narni: nella diga Acea del lago di San Liberato i vigili del fuoco hanno recuperato un esemplare di tartaruga azzannatrice, una specie d’acqua dolce ritenuta pericolosa sia per l’uomo che per la fauna autoctona (ad esempio pesci, crostacei e uccelli). Si tratta, infatti di un animale, che nonostante le sue ridotte dimensioni, è in grado di staccare un dito agli esseri umani in modo netto e anche i suoi artigli affilati possono provocare gravi danni.

Dopo la cattura, avvenuta a seguito di una segnalazione, l’esemplare ritrovato nel lago di San Liberato è stato affidato ai carabinieri forestali di Narni.

Le tartarughe azzannatrici (il cui nome scientifico è Chelydra serpentina) sono originarie del Nord America, anche se negli ultimi anni si stanno diffondendo anche nel Vecchio Continente. Nel nostro Paese è vietata la vendita di questa specie e non può essere tenuta casa come animale di compagnia.

Ma non è la prima volta che qualcuno si imbatte in una tartaruga azzannatrice in Italia, anzi in realtà accade sempre più spesso. Già lo scorso giugno, sempre in Umbria, un altro esemplare era stato scoperto in un laghetto privato a Cannara. E qualche giorno dopo ne è stata trovata un’altra mentre vagava per le strade di Collegno, in Piemonte.

E questi sono soltanto alcuni dei tanti avvistamenti di queste specie avvenuti negli ultimi anni, nonostante la detenzione e il commercio della tartaruga azzannatrice siano vietati in Italia già dal 1996. 

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Fonte: Ansa

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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