Chiude l’acquario di Choschi City: nessuno vuole vedere pesci e delfini soffrire

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

L’acquario giapponese di Choshi City sta per chiudere perché i visitatori non vogliono più vedere gli animali costretti a vivere in cattività. Dopo 63 anni di attività, una bella vittoria per pesci e delfini.

Negli ultimi sette anni si è passati da 300mila visitatori a 50mila annui, la ragione? Una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini che sono stanchi di assistere a spettacoli in cui gli animali vengono considerati come delle attrazioni divertenti.

Mai più, dunque, delfini che giocano con le palline e pesci che nuotano in piccole vasche. La struttura fa sapere che visto il crollo delle vendite dei biglietti, non c’è denaro a sufficienza per mantenere la struttura aperta e per rendere il parco antisismico.

Si sta iniziando ad avere una sensibilità diversa, forse perché finalmente dopo anni di denunce qualcosa sta cambiando. Ognuno di noi può fare la differenza: zoo, circhi e altre strutture dove gli animali vivono in cattività rimangono aperti perché c’è qualcuno che evidentemente ancora si diverte nel vedere i leoni sedati che saltano il cerchio di fuoco.

parco marino giappone

Per fortuna, c’è chi la pensa diversamente e la protesta silenziosa dei visitatori dell’acquario giapponese ne è una prima conferma. Scegliendo di non andarci più, hanno costretto implicitamente alla struttura di chiudere.

Insomma, non si è più disposti a vedere gli animali trattati come fenomeni da baraccone e a dimostrazione di questo c’è anche il divieto in molte città del mondo del circo con animali. Ci sono poi le immagini indimenticabili di “Blackfish” e “The Cove”, due documentari che fanno chiarezza sulla vita e il trattamento riservato ai delfini catturati, strappati alla loro famiglia e al loro habitat naturale.

parco marino giappone1

Purtroppo non sono gli unici animali a soffrire:

Ci auguriamo che la chiusura di questo parco marino sia la prima di una lunga serie e che gli animali tornino ad essere solo e soltanto parte integrante di un patrimonio naturale da preservare e non da utilizzare a proprio piacimento.

Dominella Trunfio

Foto

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
Famas

Arriva la fibra di basalto per un isolamento performante

Terranova integratori

Come rafforzare il sistema immunitario prima dell’inverno

Misura

“A Misura di verde”: al via il progetto che pianterà oltre 13mila alberi in Italia per combattere i cambiamenti climatici

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Fairtrade

Le settimane Fairtrade del commercio equo e solidale: compra etico e scopri online l’impatto dei tuoi acquisti

Cristalfarma
Seguici su Instagram
seguici su Facebook