Moria delle api: è colpa dei cellulari?

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Cosa c’entrano le api con i telefonini? Forse il ronzio del nostro amato cellulare, quando vibra, potrebbe ricordare quello dei piccoli e operosi insetti. Ma non è di questo che si è occupato il dottor Daniel Favre, che ha scoperto una possibile connessione tra la scomparsa di enormi alveari e la vicinanza dei cellulari e antenne.

Ex biologo presso l’Istituto Federale di Tecnologia di Losanna, il dott. Favre, ha tentato di dimostrare la propria teoria secondo cui i telefonini avrebbero un loro ruolo nella moria delle api o comunque non sarebbero ben visti da questi laboriosi insetti, in quanto costituiscono una fonte di disturbo. Per dimostrarlo, lo studioso ha inserito due cellulari all’interno di un alveare, registrando le reazioni delle api non appena i telefoni squillavano. Spiega Favre: “Circa 20-40 minuti dopo che i telefoni sono stati attivati, le api hanno cominciato a emettere dei suoni, simili agli squittii che annunciano l’inizio della sciamatura. Dopo due minuti dal termine della telefonata, le api operaie si calmavano”.

Ciò spiegherebbe il gran numero di api scomparse in Gran Bretagna, letteralmente dimezzate negli ultimi 25 anni, e in America dove secondo alcuni, gli insetti sono stati colpiti dal cosiddetto ‘colony collapse disorder’ che ha provocato l’improvvisa scomparsa di intere colonie durante l’inverno.

Tuttavia, alcuni esperti sostengono che la causa della moria delle api potrebbe essere la varroa, un parassita che rende le colonie di insetti vulnerabili alle malattie, ma per Favre la colpa è dei cellulari: “Questo studio dimostra che la presenza di un telefono cellulare attivo disturba le api e ha un effetto drammatico” conclude lo studioso.”Ma una ipotesi è che i campi elettromagnetici possano contrinuire alla scomparsa di colonie di api in tutto il mondo“.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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