Coronavirus, senza turisti e bracconieri le tartarughe tornano in massa a nidificare indisturbate sulle coste indiane

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Senza orde di turisti che affollano le coste di Odisha, in India, e senza bracconieri che solitamente le cacciano proprio in questo periodo, le tartarughe marine della specie Olive Ridley sono tornate in centinaia a nidificare in questi giorni sulle spiagge Gahirmatha e  Rushikulya Rookery. 

Non solo lepri a Milano, delfini nei porti italiani e anatre a Roma. Il coronavirus, bloccando le attività umane in gran parte del mondo, ha permesso alla Natura e agli animali di riconquistare i propri spazi. È accaduto anche sulla costa di Odisha o  Orissa, uno stato dell’India Orientale sul golfo del Bengala, dove sono tornate a nidificare le tartarughe olive ridley.

Le Olive Ridley sono una specie di tartaruga marina in via di estinzione, classificata dallo IUCN come “vulnerabile”, minacciata soprattutto da plastica e rifiuti oltre che dal commercio illegale di uova.  Le coste di Odisha rappresentano il più grande sito di nidificazione di massa per questa specie: secondo l’Odisha Wildlife Organization (OWO)quasi il 50% della popolazione mondiale di queste rare tartarughe arriva su queste due spiagge indiane per deporre le proprie uova. E proprio questo le ha rese meta di centinaia di turisti e bracconieri.

Il lockdown adottato anche dall’India, ha permesso, come da tempo non succedeva, alle creature di riprodursi nelle migliori condizioni . Anche se la loro presenza era attesa, migliaia di esemplari si sono riversati in meno di una settimana lungo la spiaggia di Rushikulya.

Il 22 marzo verso le 2 del mattino, circa 2.000 femmine sono uscite dal mare avvicinandosi alla battigia, come ha raccontato Amlan Nayak, che si occupa della loro tutela. Tali animali ritornano sulla stessa spiaggia in cui sono nati, per deporre a loro volta le uova.

Da allora, oltre 72 mila Olive Ridley sono arrivate sulle coste per scavare nidi e deporre le uova. Ogni nido ne ospita circa 100, mentre il periodo di incubazione è di circa 45 giorni. Ciò significa che tra poco meno di due mesi la costa sarà letteralmente invasa da tartarughine.

A confermarlo è stato anche il Dipartimento forestale. Quest’evento solitamente attira centinaia di persone , col personale del Dipartimento che deve controllare la folla di turisti accorsi ad ammirare l’arrivo e la nascita delle tartarughe. Ma quest’anno, il blocco dovuto al COVID-19 in atto in India dal 24 marzo impedirà di visitare Rushikulya. Solo i ricercatori e la associazioni ambientaliste hanno il via libera per  visitare i siti di nidificazione.

Per prevenire la possibile intrusione di predatori di animali selvatici, inoltre, i funzionari delle foreste hanno aumentato il pattugliamento di entrambe le spiagge.

E le tartarughe finalmente beneficeranno di una “privacy” senza precedenti.

Fonti di riferimento: The Indu, Twitter

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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