In Italia esiste un orribile traffico internazionale di bertucce, fermiamo il commercio di animali esotici!

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Li tengono in casa, come se fossero dei “pet”. Questo però, per degli animali selvatici abituati a vivere a stretto contatto con i loro simili, non solo è sbagliato, ma è fonte di sofferenze inaudite.

Sapete che esiste un traffico internazionale di bertucce dal nord Africa all’Italia? L’ultima conferma arriva dalla commovente storia di 5 bertucce salvate dal traffico internazionale e ospitate da LAV presso il Centro di recupero per animali esotici e selvatici di Semproniano, in Toscana.

Provenienti da sequestri e detenute in condizioni di illegalità o maltrattamento, sono state salvate grazie al progetto internazionale Born to Be Wild e 4 di loro hanno finalmente costituito una “famiglia”, superando problemi fisici e comportamentali, anche molto gravi.

Si tratta di animali sequestrati a privati che li detenevano in condizioni non idonee e in violazione delle normative. Animali che al momento del ritrovamento si presentavano in condizioni di forte stress psicofisico, privati di un normale rapporto con i propri simili e costretti a vivere per anni in spazi angusti e non adatti alle loro necessità etologiche.

Ora si sta lavorando per rimediare ai gravi danni psicologici e fisici, subiti durante le lunghe prigionie in casa di privati oppure in sistemazioni inadeguate. Le bertucce sono infatti animali fortemente sociali, e la cattività in solitudine è per loro una vera e propria violenza, senza considerare che sono animali in via d’estinzione e che ormai ne esistono più individui in cattività che in natura.

Oggi queste bertucce stanno tornando a vivere e hanno finalmente costituito una “famiglia” dove poter esprimere i naturali comportamenti sociali, così importanti in particolar modo per la loro specie.

Ma la la loro storia riaccende i riflettori su un’importante petizione indirizzata al Ministro dell’Ambiente Costa per fermare il commercio di animali esotici nel nostro Paese, che solo Italia ha un giro d’affari di 2 miliardi di euro l’anno.

Per questo si chiede di:

  • Vietare la riproduzione, la vendita e il commercio intracomunitario e di esportazione degli animali esotici nati in cattività e delle loro parti derivate (ossa, pelli, zanne).
  • Trasformare la Convenzione di Washington (CITES) – che regolamenta il commercio delle specie minacciate di estinzione – in un Accordo internazionale per il controllo del divieto di commercio di tutti gli animali esotici.
  • Creare un registro obbligatorio di tutti gli animali esotici presenti sul territorio italiano ed europeo.
  • Restringere immediatamente il commercio delle specie esotiche in vista di un totale e definitivo bando di tutte le specie a livello europeo.
  • Inasprire le pene e intensificare le attività di repressione del traffico illegale.

Per firmare la petizione che chiede di dire stop al commercio di animali esotici clicca qui

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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