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Un giro d'affari di 3 miliardi di euro mosso dalle Zoomafie, le organizzazioni criminali che gestiscono attività illegali che coinvolgono gli animali. È quanto emerge dal Rapporto Zoomafia 2011, redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV, che ha preso in esame la situazione del 2010.

I settori coinvolti nel triste sfruttamento degli animali sono purtroppo numerosi e diversificati. Analizziamo caso per caso in che modo le Zoomafie hanno "usato" la fauna per arricchirsi illegalmente.

Cavalli, un business da 1 miliardo di euro. Tra corse clandestine e scommesse ippiche, i criminali hanno raggranellato un bel gruzzolo. Ma alcuni di essi sono stati colti sul fatto e denunciati. Solo nel 2010 sono state 12 le corse clandestine di cavalli bloccate dalle forze dell’ordine, 129 le persone denunciate e 62 i cavalli sequestrati. Guardando ancora più indietro e prendendo in esame il periodo compreso tra il 1998 e il 2010,ossia da quando la LAV ha iniziato a raccogliere i dati per il Rapporto Zoomafia, sono state denunciate 2997 persone, 1032 i cavalli sequestrati e 92 le corse clandestine bloccate. Ma c'è una cosa che più di tutte fa rabbrividire. Alla fine delle corse, i poveri equini vengono massacrati, macellati o fatti e pezzi e gettati nella spazzatura, se non uccisi sulla strada dopo una gara illegale. Assassini.

cani, 500 milioni di euro in tasca ai criminali. Rimane stabile il business legato alla gestione di canili illegali, spesso fin troppo affollati e certamente non adeguati ad ospitare gli animali sotto l’aspetto igienico-sanitario e strutturale. Ma dell'affare "cani" fa parte anche il business dei randagi, che garantisce agli sfruttatori di questi animali introiti molto elevati, grazie a convenzioni con le amministrazioni locali per la gestione dei canili. Solo lo scorso anno sono stati sequestrati numerosi canili abusivi: da Bari a Rieti, da Taranto a Napoli, da Caserta a Messina. Non ultima l'importazione illegale di cuccioli dai paesi dell’Est. In due anni soni stati sequestrati oltre 1000 cuccioli, centinaia di microchip-trasponditori e libretti sanitari, farmaci, dispositivi medici. Una vera e propria organizzazione dedita all'import dall'estero, che utilizza metodi sempre più "sicuri" e complessi per portare a termine le proprie attività. Mercanti del terrore.

Combattimenti tra animali: un crimine da 300 milioni di euro. Si scommette sui combattimenti tra pit bull, molto spesso, ma chi ne paga le conseguenze sono i cani, spesso lasciati morire dopo una cinomachia. Tuttavia, nel 2010 le cose sono andate un po' meglio, con una leggera diminuzione nel corso degli anni. Allibratori canini.

Bestiame, un malaffare da 400 milioni di euro. La chiamano "la Cupola del bestiame", una vera e propria associazione per delinquere, che va dalla falsificazione di documenti sanitari alla contraffazione di sostanze alimentari, dalla macellazione clandestina al doping. Parallelo ma contiguo al mercato clandestino di carne, il fenomeno dell’abigeato, il furto di animali da allevamento, che interessa circa 100mila capi di bestiame ogni anno: mandrie abbandonate e maltrattate, allevamenti sorti su discariche, giovani bufalotti lasciati morire di inedia, animali affetti da brucellosi, bovini spacciati per “razza chianina”, maiali diventati quasi ciechi a causa delle condizioni disumane in cui vivevano, vitelli ammalati abbandonati vicino ai cassonetti dei rifiuti, suini importati spacciati per altoatesini: questi alcuni dei casi accertati nel 2010. Fanno parte di questo settore anche le sofisticazioni alimentari, in aumento nel 2010, con 102 reati accertati contro i 75 del 2009. Oltre 33mila sono state le ispezioni effettuate nel settore alimentare dai carabinieri del Nas nel 2010, che hanno portato ad accertare 4451 illeciti penali e 16.140 illeciti amministrativi, e la denuncia di 2472 le persone di cui 47 arrestate. Mafiosi della tavola.

Biopirateria, il contrabbando fa guadagnare 500 milioni di euro. Il traffico di animali e piante rare sembra essere ancora in aumento, secondo quanto si evince dall’ultimo rapporto del servizio Cites del Corpo Forestale. Sono stati più di 41mila i controlli in Italia nel 2010, di cui 1.500 sul territorio nazionale e 39mila in ambito doganale: sebbene in leggera diminuzione rispetto al 2009, hanno portato ad un incremento nei sequestri pari al 90% in più rispetto all’anno precedente, per un valore complessivo di 2 milioni e 950.000 euro. Ma quali animali riguarda? Gli elefanti con le loro preziose zanne, caviale importato di frodo, serpenti velenosi, giacche in pelle di pitone, farmaci e creme cinesi con estratti di animali protetti, pomate a base di cistifellea di orso per curare le infiammazioni muscolari, cavallucci marini essiccati per sconfiggere l’impotenza, giubbotti fatti con la pelliccia di procione, tartarughe. A ciò si aggiunge l'abbattimento e la cattura di specie particolarmente protette. Va forte, purtroppo, anche il commercio di animali morti, sia imbalsamati che per l’alimentazione umana, che muovono un giro d’affari di circa 5 milioni di euro. Trafficanti di vita.

Uso di animali a scopo intimidatorio. Succede anche che gli animali diventino complici, loro malgrado, delle malefatte dei loro pseudopadroni. Vengono utilizzati ad esempio a scopo intimidatorio o per commettere rapine. Chi di noi non ha sentito almeno una volta di agnelli sgozzati lasciati dietro le porte delle persone ricattate e teste di capretto spedite a scopo intimidatorio? Ricordate la macabra scena del Padrino con la testa del cavallo fatta ritrovare tra le lenzuola? Ma quello era soltanto un film. Animali da ricatto.

Malandrinaggio di mare: un malaffare da 300 milioni di euro. Anche il mare è preso di mira dalle organizzazioni criminali dedite alla pesca di frodo con esplosivi, alla raccolta di datteri e ricci di mare destinati al mercato clandestino di ristoratori e consumatori compiacenti, e alla pesca illegale di tonno rosso. Del business del pesce fanno parte anche la mafia e la camorra, come è stato possibile ricostruire da diverse inchieste. E poi le sofisticazioni, pangasio spacciato per filetto di cernia, pollak per merluzzo, squalo smeriglio al posto di pesce spada, pesce importato dal Sud Est asiatico e smerciato con etichettature errate. Giusto per citarne alcune. Sfruttatori degli abissi.

E i criminali delle Zoomafie operano anche sul web, dove . Vengono diffuse immagini e video relativi ad uccisioni e atti di violenza contro animali, dove si organizza il commercio e il traffico di animali insieme alla promozione di altre attività illegali.

I reati contro gli animali sono sempre più spesso reati associativi, ovvero perpetrati da gruppi di individui organizzati tanto che alcune tipologie di maltrattamento - si pensi alle corse clandestine, al traffico di cuccioli o ai combattimenti -, sono intrinsecamente consociative e trovano la loro consumazione solo sotto forma di evento programmato e organizzato – ha commentato Ciro Troiano, criminologo, responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV e autore del Rapporto – Questo nuovo Rapporto conferma un dato ormai acquisito: nella questione criminale, intesa nella sua accezione più ampia, rientrano pienamente condotte delinquenziali che usano gli animali come strumento per giungere a introiti e proventi illeciti. Pertanto, per contrastare questi fenomeni occorre una visione strategica unitaria dei vari aspetti dell’illegalità zoomafiosa e sviluppare più intense sinergie informative e operative tra gli organismi deputati al controllo e alla repressione. Sul piano legislativo - continua Troiano - sarebbero opportuni provvedimenti ad hoc contro le corse clandestine, fenomeno allarmante soprattutto per le connessioni con la criminalità organizzata”.

Criminali a tutti gli effetti, dunque. E come tali devono essere giuridicamente trattati.

Francesca Mancuso

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