Il rarissimo gatto dorato fotografato per la prima volta in Tanzania

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Esistono gatti di molti colori ma probabilmente non sapete che in Africa esiste un raro felino conosciuto come gatto dorato il cui manto può essere brillante proprio come l’oro. Lo splendido esemplare è stato immortalato per la prima volta anche in Tanzania (zona in cui solitamente non si trova) grazie ad un progetto sulla biodiversità di ricerca tutto italiano.

Nell’ambito di una ricerca sulla biodiversità che aveva come scenario la foresta fluviale nord occidentale della Tanzania, al confine con l’Uganda, alcuni ricercatori coordinati dal Muse di Trento sono riusciti a scovare e riprendere il gatto dorato (Caracal aurata).

Questa specie si trova principalmente nel bacino del Congo ma alcune popolazioni risiedono lungo le coste dell’Africa occidentale e altre in Africa orientale. E’ presente ad esempio in Uganda mentre in Kenya sono più di 70 anni che mancano dati certi della sua presenza. Nonostante le molte segnalazioni non confermate, è la prima volta che viene ripreso in Tanzania.

Il Caracal aurata è un felino di medie dimensioni (i maschi possono arrivare a 30 centimetri di lunghezza e 14 kg di peso) raro e a rischio estinzione a causa delle battute di caccia e dalla distruzione del suo habitat naturale. E’ un agile cacciatore e va alla ricerca soprattutto di piccole antilopi per cibarsi.

Si tratta probabilmente dell’animale meno noto dell’Africa anche per il suo carattere particolarmente elusivo ma, grazie alla ricerca del Muse coordinata da Francesco Rovero, oggi è un diventato un po’ più famoso. Diversi esemplari di animali sono infatti stati fotografati in varie aree della foresta fluviale grazie all’installazione di 65 foto-trappole.

Come spiega il Muse

“Il nome tradisce il colore del manto, che è tuttavia estremamente variabile, dall’arancione intenso al tipicamente “dorato”, al grigio, al marrone scuro e perfino al nero di individui melanici”.

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I ricercatori sperano che i risultati della ricerca spingano le autorità della Tanzania a prendersi maggiormente cura della foresta. Infatti, anche se formalmente si tratta di una riserva (Riserva Naturale di Minziro), la zona è "pesantemente minacciata da caccia, allevamento, prelievo di legname e perfino dalla futura costruzione di un oleodotto”. Naturalmente a rimetterci sono gli animali.

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Francesca Biagioli

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