Incendi in Sardegna, un colpo al cuore

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Sono devastanti le immagini che arrivano dalla Sardegna in queste ore. Uno “scenario di guerra” lo definisce una testimone oculare, mentre filma i danni provocati al paesaggio, stretto dalla morsa delle fiamme. 

L’enorme incendio che ha colpito il Montiferru, l’Oristanese e l’Ogliastra continua a distruggere ettari di terreno e mietere vittime.

Il bilancio è tragico: 1500 sfollati e oltre 20.000 ettari di territorio bruciati. I danni all’agricoltura sono tremendi, il fuoco ha raggiunto fienili, scorte di foraggio, aziende e capannoni, mentre tantissimi animali sono morti carbonizzati perché non hanno trovato vie di fuga. Centinaia di ettari di lecci, roverelle e sughere secolari sono andati in fumo soprattutto tra il Montiferru e la Planargia. 

Il Dipartimento della Protezione civile ha attivato un modulo internazionale di cooperazione. Gli aiuti per domare la catastrofe sono arrivati anche dalla Grecia e dalla Francia, che hanno inviato quattro Canadair per supportare gli interventi delle nostre forze. Tra vigili del fuoco, Protezione Civile, Croce Rossa, carabinieri, polizia e volontari stanno operando 7500 persone. Al momento sono al lavoro 57 unità operative a terra, di cui 28 provenienti dai Comandi di Nuoro, Sassari e Cagliari e 29 del locale Comando di Oristano. 

Sono ore di enorme tensione in cui si susseguono riunioni tra vertici e unità operative per far fronte all’emergenza, mentre i centralini di Protezione civile e vigili del fuoco vengono contattati ripetutamente dai cittadini. I cambi della direzione del vento rendono le operazioni ancora più complesse: fino ad ora ha soffiato Scirocco, ma il maestrale potrebbe spostare la direzione delle fiamme. 

Il presidente della regione vuole chiedere al Governo un sostegno economico immediato per ristorare i danni, e che una quota del PNRR sia subito destinata alla Regione per un progetto di riforestazione.

Siamo di fronte a condizioni mai verificate nella storia dell’autonomia sarda, per ampiezza del territorio colpito e per i cambi di vento. Non è ancora possibile effettuare una stima dei danni causati dagli incendi , ma si tratta di un disastro senza precedenti, ha aggiunto Solinas. 

 
Il grido di dolore della Sardegna è un campanello d’allarme che non possiamo ignorare che suona sogtto le parole di prevenzione e controllo degli incendi.
 
Siamo vicini alla Sardegna e ai Sardi, con la speranza che questa catastrofe termini il prima possibile.
 
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Redattrice su temi della sostenibilità sociale e ambientale. Laureata con lode in filosofia, ha conseguito un master di II livello in Rendicontazione Innovazione e Sostenibilità. Ha maturato esperienza nella comunicazione e nell’organizzazione di eventi presso enti profit e no profit.
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