La nube di fumo degli incendi dell’Australia continua a girare intorno alla Terra: è una delle più grandi mai osservate

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Una nube di fumo, derivante dagli incendi boschivi che hanno colpito l’Australia, sta ancora circolando intorno alla Terra, quasi quattro mesi dopo la sua formazione. A lanciare l’allarme è National Institute of Water and Atmospheric Research.

Per 8 lunghi mesi l’Australia è stata in preda agli incendi che hanno devastato foreste (più di 12 milioni di ettari) e ucciso miliardi di animali. Ormai le fiamme sono state domante, anche nel Nuovo Galles del Sud, l’area più colpita ma nonostante siano passati 4 mesi dalla formazione della nuvola di fumo, essa sta continuando a circolare in tutto il mondo.

La nube è stata individuata per la prima volta dagli scienziati a dicembre ma la scorsa settimana ha sorvolato il Sud Africa. Rispetto alle prime osservazioni, oggi essa appare allungata e assottigliata ma comunque “viva”.

Lo scienziato atmosferico del NIWA, il dott. Richard Querel, sostiene che è straordinario rintracciare un pennacchio di fumo per più di 100 giorni.

“Gli incendi sono stati così energici da iniettare fumo e aerosol di carbonio nella stratosfera che da allora sono saliti circa 35 km sopra la terra. “Questa fuliggine ha assorbito la luce solare, riscaldando la nuvola di fumo mentre si alzava e attraversava il Pacifico. Quando ha raggiunto il Sud America, la macchia ha continuato a salire fino a quando non è entrata nei Westerlies tornando indietro attraverso il Pacifico. “

Secondo gli scienziati che lo stanno monitorando, si tratta di una delle più grandi nubi di fumo osservate dai satelliti così in alto nella stratosfera.

nube incendi

©Shutterstock/Anna Lofi

nube incendi

©Shutterstock/M. W. Hunt

Il dottor Querel e i suoi colleghi presso la stazione di ricerca atmosferica della NIWA a Lauder, Central Otago, erano tra gli scienziati di tutto il mondo che hanno seguito i progressi del nuvola attraverso alcune sonde lanciate a febbraio volte a effettuare misurazioni. E i risultati non hanno lasciato spazio a dubbi: vi è una perdita di ozono stratosferica senza precedenti nella nuvola di fumo.

Residui di cenere e monossido di carbonio sui ghiacciai

Gli incendi boschivi hanno anche causato un picco di monossido di carbonio all’inizio dell’anno e il mese scorso gli scienziati della NIWA hanno documentato depositi di cenere sui ghiacciai dell’Isola del Sud originati dagli incendi australiani.

In realtà, secondo Querel, il monossido di carbonio nella stratosfera si convertirà in biossido di carbonio nel giro di poche settimane, ma non è significativo per il clima.

“La cosa importante di queste letture del monossido di carbonio è che mostrano quanto fossero grandi questi incendi” prosegue.

Secondo un altro studio del Niwa, a gennaio la neve e i ghiacciai in tutta l’Isola del Sud sono diventati arancioni dopo essere stati esposti alla polvere australiana degli incendi boschivi, favorendo lo scioglimento dei ghiacciai in questa stagione.

Nonostante ormai gli incendi siano stati tutti spenti, i loro effetti nefasti si avvertono in tutto il mondo, a mesi e mesi di distanza.

Fonti di riferimento: Niwa-National Institute of Water and Atmospheric Research,

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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