Strage di pesci nella laguna di Orbetello: ecco cosa sta accadendo

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“Sicuramente l’alta temperatura è stata una concausa ma non può essere l’unica responsabile della morte dell’85% dei pesci”.Risponde così a greenMe.it, Luciano Atzori, consigliere dell’Ordine nazionale dei Biologi sul disastro ambientale di Orbetello, da giorni su tutte le pagine dei giornali.

“Dal punto di vista scientifico – ha detto Atzori – l’acqua troppo calda ha fatto disperdere troppo ossigeno nell’aria e i pesci sono rimasti senza. A questo si aggiungono la fermentazione di alghe e probilmente fattori di natura infrastrutturale. Purtroppo a volte ci si accorge che le cose non vanno bene solo dopo”.

L’imperativo adesso è raccogliere il pesce morto e continuare a pompare acqua di mare, per evitare nuove morie. Ma questa strage poteva essere evitata? Il biologo rimane vago:

“Non ho dati alla mano per capire quali interventi sono stati finora fatti o lo stato attuale delle opere già presenti ma, spesso muoversi in tempo può attenuare l’impatto ambientale”.

Nel frattempo, non si arresta l’emergenza in Maremma e i pescatori della laguna di Orbetello continuano a raccogliere le carcasse di circa 200 tonnellate di orate, sogliole e spigole riversate in spiaggia o ancora in mare. Una moria che sta creando numerosi problemi alla comunità locale.

pesci

Il danno stimato sarebbe 10-15 milioni di euro e ciò che preoccupa accanto al disastro ambientale, è il rischio di perdere 90 posti di lavoro. Il sindaco di Orbetello Monica Paffetti ha fatto proprio oggi la richiesta di riconoscimento di calamità naturale, perché “la situazione deve essere gestita su più livelli”.

L’area anossica è stata delimitata con un sistema di panne – ha detto il sindaco – proprio per evitare l’espansione del fenomeno. Sono emersi dati in miglioramento rispetto alla quantità di ossigeno a levante e anche la quantità di pesce raccolto sta diminuendo”.

Ad oggi, la task force continua a essere attiva su diversi fronti: l’Arpat sta effettuando prelievi quotidiani, l’Asl ha dichiarato l’assenza di rischi igienico-sanitari, in quanto il pesce è morto per anossia mentre Protezione Civile e Corpo Forestale dello Stato pattugliano le sponde della Feniglia.

“Sicuramente i danni ci sono ma, voglio credere che gli enti preposti prenderanno i giusti provvedimenti per ripristinare una situazione di normalità nella laguna di Orbetello – ha concluso Atzori – Mi sembra esagerato ipotizzare che non ci saranno più pesci per 10 anni, la natura cerca di riadattarsi da sola e questo fa di certo ben sperare”.

Dominella Trunfio

Photo Credits: Il Tirreno e Quinewsmaremma.it

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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