Assalto alle fossili: in migliaia bloccano la più grande miniera di carbone della Germania

protesta miniera germania (2)

La più grande miniera di carbone tedesca sabato e domenica è rimasta sotto attacco, bloccata da migliaia di manifestanti che chiedono interventi immediati contro i cambiamenti climatici e i combustibili fossili.

L’hanno definita la più imponente azione di disobbedienza civile degli ultimi anni.

Per due giorni, nella vasta miniera di lignite della Garzweiler, a sud-ovest di Düsseldorf, è stato in scena un blocco a cui hanno preso parte migliaia di persone, unite dall’idea che la Germania e l’Europa tutta siano troppo dipendenti dai combustibili fossili.

Il giorno prima i manifestanti di EG avevano bloccato le linee ferroviarie che conducevano a Neurath, una delle principali centrali a carbone della Germania, bloccandone la fornitura.

Gli attivisti hanno eluso agenti di polizia attraversando campi e strade, prima di raggiungere la vasta miniera, situata a sud-ovest di Düsseldorf.

Con una superficie di 48 chilometri quadrati, essa è gestita dal colosso tedesco dell’elettricità RWE (Rheinisch-Westfälisches Elektrizitätswerk AG) e produce materie prime utilizzate nelle centrali elettriche a carbone. L’impianto da 47 anni è la maggiore fonte di inquinamento europea.

Guidati dall’Ende Gelände Alleance (EG), un movimento di protesta ambientalista tedesco, gli attivisti hanno organizzato un blocco contro la polizia, sedendosi al centro della miniera a cielo aperto e usando delle coperte riflettenti per proteggersi dal sole.

In un tweet , Kathrin Henneberger, portavoce del gruppo, ha detto:

“Questo fine settimana, abbiamo completamente spento la fonte di CO2 in Europa, l’area mineraria della lignite della Renania. Nessun treno di carbone va verso gli impianti, nessun escavatore lavora più nelle miniere a cielo aperto, è incredibile! Grazie a tutte le migliaia di coraggiosi. “

Domenica mattina i manifestanti sono stati circondati dalla polizia e alcuni sono stati portati via con la forza ma la protesta non si ferma. Henneberger ha scritto su Twitter che

“continuerà in tutta Europa quest’estate. La nostra resistenza è appena iniziata.”

 

La Germania ha già annunciato che chiuderà tutte le centrali a carbone entro il 2038 ma 20 anni sono davvero troppi, come ha sottolineato il portavoce di EG Nike Malhaus, secondo cui continuando a bruciare carbone per altri 20 anni, è impossibile rimanere entro il limite di 1,5 gradi C degli accordi di Parigi.

“Abbiamo ancora speranza, la porta è ancora aperta a un futuro entro il limite di 1,5 gradi C”, ha detto Sina Reisch, portavoce di EG. “Ma perderemo quest’ultima possibilità se non agiremo immediatamente. Oggi siamo partiti con migliaia di persone verso un futuro senza combustibili fossili, senza sfruttamento e senza questa ricerca distruttiva di una crescita economica infinita”.

protesta miniera germania (1)

Dire addio ai combustibili fossili in Europa, è questa la speranza visto che esistono alternative efficienti ed economiche ma soprattutto meno dannose per l’ambiente e la salute.

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