Ispra: “troppe mascherine e guanti in strada e in spiaggia”. Il più grande virus sulla Terra è l’essere umano

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Purtroppo è sotto gli occhi di tutti, tra gli effetti negativi di questa pandemia vi è il grande uso di mascherine e guanti usa e getta che stanno rischiando di diventare un nuovo problema ambientale di cui non avevamo certo bisogno. Se ne vedono troppi abbandonati a terra e dall’Ispra arrivano le indicazioni per smaltire correttamente questi dispositivi, sia nel caso di perone positive a Covid-19 che di soggetti sani.

Con la collaborazione di tutti possiamo evitare l’ennesimo disastro ambientale dovuto alle migliaia di mascherine e guanti abbandonati sulle strade e sulle spiagge e che, inevitabilmente, alla fine arrivano ad inquinare i nostri mari.

Come si legge in un recente documento dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

“In base ad alcune stime recentemente diffuse, il fabbisogno giornaliero di mascherine della cosiddetta Fase 2 si aggirerebbe intorno ai 35/40 milioni di pezzi. La produzione di rifiuti giornaliera su scala nazionale risulterebbe pertanto compresa tra 250 e 720 tonnellate. Utilizzando il peso medio di 11 grammi (che prende in considerazione tutte le tipologie di mascherine) e un fabbisogno intermedio di 37,5 milioni, si avrebbe una produzione giornaliera di circa 410 tonnellate. La produzione calcolata sino a fine 2020 (circa 240 giorni) si attesterebbe, pertanto, tra le 60.000 e le 175.000 tonnellate di rifiuti, con un valore sulla media di circa 100.000 tonnellate”

Se si considerano anche i guanti monouso, poi, la produzione totale di rifiuti legata alla pandemia potrebbe oscillare tra le 160mila e le 440mila tonnellate.

Una montagna di rifiuti di cui una parte, se non tutti si comportano civilmente, rischiano di finire nell’ambiente creando gravi danni.

Ecco allora che, nello stesso documento, l’Ispra fornisce tutte le indicazioni utili alla corretta gestione e allo smaltimento dei rifiuti DPI, ossia dei Dispositivi di protezione individuali usati (mascherine e guanti).

Viene fatta una distinzione molto importante tra lo smaltimento di dispositivi di protezione utilizzati da persone positive ai tamponi o in quarantena obbligatoria, rispetto alle persone sane.

Abitazioni dove risiedono persone malate o positive al tampone o in quarantena obbligatoria

In questo caso l’Ispra segnala l’importanza di:

  • Interrompere la raccolta differenziata
  • Conferire tutti i rifiuti nell’indifferenziato
  • Utilizzare almeno due sacchetti, uno dentro l’altro
  • Chiudere adeguatamente il sacco, non toccare i rifiuti e il sacco con le mani nude, non schiacciare il sacco, evitare l’accesso ad animali
  • Conferire il sacco secondo le modalità in vigore sul territorio per la raccolta dei rifiuti indifferenziati

Abitazioni dove non risiedono persone malate o positive al tampone o in quarantena obbligatoria

  • Proseguire con le consuete modalità di raccolta differenziata
  • Conferire fazzoletti, rotoli di carta mascherine, guanti monouso nei rifiuti indifferenziati
  • Per i rifiuti indifferenziati utilizzare almeno due sacchetti, uno dentro l’altro
  • Adeguata chiusura del sacco dell’indifferenziato, non toccare con le mani e non schiacciare il sacco, evitare l’accesso ad animali
  • Conferimento della raccolta differenziata e dell’indifferenziato secondo le modalità in vigore sul territorio

Chi ha a cuore l’ambiente sa quanto sia importante smaltire correttamente anche questi dispositivi, oggi diventati di uso comune, purtroppo però l’inciviltà regna sovrana. Alcune amministrazioni cercano di correre ai ripari, sperando che una multa possa in qualche modo incentivare a non gettare a terra mascherine e guanti.

Proprio oggi la sindaca di Roma, Virginia Raggi, con un post su Facebook ha fatto sapere di aver firmato un’ordinanza che prevede una multa di 500 euro per chi abbandona in strada mascherine e guanti. Ma tanti altri comuni italiani hanno già preso la stessa decisione o lo faranno a breve.

Cerchiamo di collaborare tutti insieme per un ambiente più pulito.

Fonte: ISPRA

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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