Ilva: firma accordo, una sconfitta per ambiente e salute dei cittadini

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È una sconfitta per l’ambiente e per la salute dei cittadini di Taranto. Arriva l’accordo sull’Ilva e, indipendente dall’orientamento politico, ancora una volta, il lavoro viene messo contro la salute. L’Ilva non smetterà di inquinare.

Questa l’amara constatazione dopo che ministero dello Sviluppo economico e Am Investco, la cordata guidata da Arcelor Mittal e i sindacati, hanno firmato un testo che prevede l’assunzione di 10.700 addetti e un piano di incentivi all’esodo.

Una decisione che non piace agli ambientalisti e a chi il 4 marzo, aveva votato il Movimento cinque stelle che prometteva in campagna elettorale lo smantellamento dell’Ilva di Taranto, la più grande acciaieria d’Europa nella produzione di laminati.

Un sito al centro del dibattito italiano, non solo tumori ma anche rischi neurologici per i cosiddetti bambini dell’Ilva, le vittime più colpite dai veleni della fabbrica a carbone. Un sito che nel dossier del ministero della Salute era definito come ‘emergenza’.

Mortalità in aumento, patologie respiratorie del sistema circolatorio e tanto altro. Ecco perché da tempo, a più riprese, ci siamo battuti per la dismissione di una fabbrica di veleni a pochi passi da case, campi da calcio e scuole.

Ma oggi questa firma segna la fine di una speranza per i familiari di chi in quella fabbrica ha trovato la morte. I sindacati adesso sottoporranno il testo al referendum tra i lavoratori: l’esito si avrà entro il 13 settembre. Dopo seguirà la firma ufficiale.

Il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio parla di ‘rilancio della città di Taranto’ e di ‘accordo migliore possibile nelle peggiori condizioni possibili’, ma fino a qualche mese fa, le parole sull’Ilva erano altre. Non a caso, proprio in Puglia il M5S aveva stravinto anche sulla scia della promessa della chiusura e della riconversione.

La protesta: Venduti, ci state ammazzando

Oggi, invece, l’intesa prevede circa 4,2 i miliardi di euro che Mittal si è impegnata ad investire sul piano industriale e ambientale. Mentre esultano le sigle sindacali, i cittadini di Taranto mostrano il loro dissenso con sit in tra urla, fischi e striscioni contro la decisione. Pesanti accuse per la parlamentare 5stelle Rosalba De Giorgi costretta ad essere scortata dalle forse dell’ordine.

“Venduti, ci state ammazzando”, gridano i cittadini in piazza a Taranto:

Cambiano i partiti, ma ancora una volta il lavoro viene messo contro la salute. Pensare a una fabbrica che la smetta di inquinare e mettere a rischio i tarantini è proprio impossibile?

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Dominella Trunfio

Foto cover repertorio

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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