Amianto: in arrivo i finanziamenti per interventi in più di 100 comuni

amianto scuole

L’amianto in Italia rappresenta ancora un problema enorme e sono migliaia gli edifici in cui questo pericoloso minerale è ancora presente, tra cui scuole, ospedali e biblioteche.

Gli interventi per rimuovere e smaltire l’amianto richiedono tempo e soprattutto risorse economiche, ma sono assolutamente necessari per tutelare la salute dei cittadini.

Fortunatamente c’è una buona notizia: sono in arrivo 870 mila euro che consentiranno di rimuovere l’amianto dagli edifici pubblici in oltre 100 Comuni italiani, per un totale di 140 intervent.

Il Ministro dell’ambiente Sergio Costa ha infatti annunciato l’avvenuta pubblicazione in Gazzetta ufficiale della graduatoria dei primi progetti di bonifica che godranno dei finanziamenti per liberare dall’amianto le strutture pubbliche.

“Ho una bellissima notizia da comunicarvi. Una notizia che fa bene all’ambiente e anche alla salute di tutti noi.
È stata pubblicata in Gazzetta ufficiale la graduatoria dei primi progetti ammessi al finanziamento per togliere l’amianto dagli edifici pubblici.
Scuole, ospedali, impianti sportivi e tutte quelle strutture che ancora oggi contengono amianto potranno liberarsene per sempre.
La lotta all’amianto è stato uno dei fari del mio anno di governo. In Italia ci sono almeno 32 milioni di tonnellate di amianto ancora oggi, nonostante sia messo al bando da 27 anni, e l’unico strumento che abbiamo per tutelare la salute è ridurre l’esposizione, quindi eliminare tutti i manufatti che contengono questo potente cancerogeno. A partire dagli edifici pubblici.
Abbiamo messo a disposizione i primi 870 mila euro per 140 interventi in 100 comuni. È un passo importante che innesta un meccanismo virtuoso. Invito quindi tutti gli enti pubblici a produrre progetti cantierabili e che saranno finanziati.” ha scritto il Ministro sulla sua pagina Facebook.

https://www.facebook.com/SergioCostaMinistroAmbiente/posts/660337284476654

L’amianto è un minerale naturale compreso nel gruppo dei silicati. Si tratta di un materiale a struttura fibrosa dotato di grande resistenza al calore e potere isolante, ampiamente utilizzato in edilizia a partire dagli anni ‘40 per la costruzione di tegole, canne fumarie, tubature e soprattutto per la realizzazione di coperture in Eternit, una miscela di amianto e cemento.

Ai tempi non si era consapevoli dei danni per la salute causati dall’amianto, associato all’insorgenza di asbestosi solo negli anni ‘90. Da allora, in Italia furono vietate l’estrazione, la produzione e il commercio di amianto e di prodotti contenenti amianto.

L’asbestosi, una malattia respiratoria cronica che provoca fibrosi di tessuto polmonare, non è l’unica patologia causata dall’inalazione di fibre di amianto: l’esposizione a questo minerale è associata anche a mesotelioma e ad altri tumori del tratto respiratorio e dell’apparato gastro intestinale.

Sebbene l’utilizzo di amianto sia stato vietato da quasi 30 anni, secondo i dati diffusi dall’Osservatorio nazionale amianto (ONA) in Italia sono ancora presenti 40 milioni di tonnellate di amianto.

Il problema riguarda diversi edifici privati e pubblici comprese 2400 scuole, 1000 biblioteche e 250 ospedali.

Sempre secondo l’ONA, l’esposizione all’amianto continua a uccidere ogni anno 6000 persone per mesotelioma, asbestosi e tumori polmonari.

Si tratta dunque di un problema invisibile ma di dimensioni enormi che potrà essere solo parzialmente risolto fondi stanziati dal recente decreto: la lotta contro l’amianto è ancora lunga.

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Tatiana Maselli

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