Cop24, un fallimento per l’ambiente. Verso il suicidio della specie umana

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La Cop24 di Katowice in Polonia ha approvato le regole che dovrebbero dare l’avvio all’Accordo di Parigi. Regolamento andato in porto, dunque, ma secondo gli ambientalisti, nessun impegno collettivo concreto è stato preso.

La sensazione è quella che ci siano solo promesse. E dopo 13 giorni di negoziati per impegnarsi, tra le altre cose, a mantenere l’aumento medio della temperatura mondiale al di sotto dei 2 gradi centigradi, con l’obiettivo di limitarlo a 1,5, gli ambientalisti si aspettavano qualcosa di più.

I moniti degli scienziati per frenare i cambiamenti climatici forse non hanno spaventato abbastanza, soprattutto perché tra i paesi partecipanti alla Conferenza Onu sul clima, ci sono molti produttori di petrolio.

I negoziati erano iniziati il 3 dicembre con l’ obiettivo di rendere operativo il Rulebook, ovvero il regolamento di 100 pagine in cui si parla dell’Accordo di Parigi che dovrebbe mettere tutti i paesi in condizioni di parità per contenere il global warming.

Cosa è emerso? É proprio questo il punto.

“Non è stato preso nessun chiaro impegno a migliorare le azioni da intraprendere contro i cambiamenti climatici, non è stato raggiunto alcun impegno collettivo chiaro per migliorare gli obiettivi di azione sul clima, i cosiddetti Nationally Determined Contributions”, dice Jennifer Morgan di Greenpeace.

Ed effettivamente a parte ripetere che ci vuole più fiducia, più controllo, più aggiornamenti, più ambizione etc etc, gli Stati non hanno avanzato strategie comuni concrete per fermare il surriscaldamento globale e arginare i cambiamenti climatici.

“Gli Stati hanno fatto progressi, ma ciò che abbiamo visto in Polonia è una fondamentale mancanza di comprensione dell’attuale crisi”, dice Manuel Pulgar-Vidal, del WWF.

La Cop24 è stato un fallimento

La Cop24 sul clima quindi è stato un fallimento nonostante solo due mesi fa, il panel intergovernativo sui cambiamenti climatici aveva lanciato un chiaro allarme, affermando che restano a disposizione solo dodici anni per salvare il clima del Pianeta.

“Un anno di disastri climatici e il terribile monito lanciato dai migliori climatologi dovevano condurre a risultati molto più incisivi. Invece i governi hanno deluso i cittadini e ignorato la scienza e i rischi che corrono le popolazioni più vulnerabili. Riconoscere l’urgenza di un aumento delle ambizioni, e adottare una serie di regole per l’azione per il clima, non è neanche lontanamente sufficiente allorquando intere nazioni rischiano di sparire”, continua Morgan.

Sul tema interviene anche Slow Food:

“In altri tempi e in un contesto ambientale meno preoccupante, avremmo forse potuto considerare positivamente l’accordo raggiunto a conclusione della Conferenza. Tuttavia, tenuto conto degli allarmi dell’IPCC, che si fanno ogni giorno più drammatici, e sapendo quanto i Governi tendano a stare al di sotto di quanto previsto da questo tipo di accordi, non possiamo dirci né soddisfatti né ottimisti”.

La conferenza si conclude, spiega WWF Italia, “con poca chiarezza su come si debba contabilizzare il finanziamento sul clima fornito dai paesi industrializzati a quelli in via di sviluppo, su come si raggiungerà l’obiettivo dei 100 miliardi entro il 2020 o su come sarà concordato l’obiettivo finanziario globale dopo il 2025”.

Vi avevamo spiegato cosa prevedeva la Cop24:

Cop24, il report dell’Ipcc non è stato adottato! Era l’ultima chiamata per limitare il riscaldamento a +1,5 °C

Dominella Trunfio

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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