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L'Earth Berkeley ha appena rilasciato l'analisi delle temperature della superficie terrestre risalente a 250 anni fa, circa 100 anni prima rispetto agli studi precedenti. L'analisi mostra che l'aumento medio delle temperature è stato di circa 1,5° C negli ultimi 250 anni, e di circa 0,9 gradi negli ultimi 50 anni. E la colpa sarebbe dell'uomo. Ne è continto anche Richard Muller che si è autodefinito lo scettico convertito. Tre anni fa lo scienziato di Berkeley aveva individuato una serie di anomalie nei precedenti studi sul clima mettendo in dubbio l'esistenza stessa del riscaldamento globale. L'anno scorso, in seguito ad un intenso sforzo di ricerca che ha coinvolto una dozzina di scienziati, Muller è giunto alla conclusione che il riscaldamento globale sia reale e che le stime precedenti sul tasso di riscaldamento fossero corrette.

Ed oggi ha fatto un ulteriore passo avanti, nostro malgrado, sostenendo che gli esseri umani sono quasi esclusivamente la causa dell'aumento delle temperature. In una letter pubblicata sul Noew York Times dal titolo La conversione di uno scettico Muller ha spiegato che la sua totale inversione di tendenza in un tempo così breve è il risultato di un'analisi attenta e obiettiva legata al progetto del Berkeley Earth Surface Temperature , che ha fondato con la figlia Elizabeth: “I nostri risultati mostrano che la temperatura media della superficie terrestre è aumentata di due gradi e mezzo F negli ultimi 250 anni, e di un grado e mezzo negli ultimi 50 anni. Inoltre, sembra probabile che praticamente tutti i risultati di questo aumento siano legati all'emissione umana di gas serra”.

Un cambiamento di posizione davvero radicale, e preoccupante, visto che è passato dalla negazione dell'esistenza del riscaldamento globale al calcolo dell'aumento delle temprature e alla colpevolizzazione dell'uomo.

Questi risultati sono più forti di quelli del Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici, il gruppo delle Nazioni Unite che definisce il consenso scientifico e diplomatico sul riscaldamento globale. Nella sua relazione del 2007, l'I.P.C.C. Ha concluso solo che gran parte del riscaldamento dei precedenti 50 anni potrebbe essere attribuito agli esseri umani”.

Sebbene lo studioso prenda in considerazione il fatto che il riscaldamento prima del 1956 potrebbe essere stato causato dalle variazioni dell'attività solare e che una parte sostanziale del riscaldamento più recente potrebbe essere naturale, punta il dito contro l'uomo. “Il nostro approccio all'Earth Berkeley ha fatto uso di sofisticati metodi statistici sviluppati in gran parte dal nostro scienziato di punta, Robert Rohde, che ci hano permesso di determinare la temperatura della Terra terra molto più indietro nel tempo. Abbiamo studiato con attenzione le questioni sollevate dagli scettici”.

E i dubbi purtroppo sarebbero stati cancellati. La Terra si riscalda, velocemente e senza sosta.

Ma non tutto ciò che accade, secondo Muller, è colpa del clima. E fa alcuni esempi. L'uragano Katrina non può essere attribuito al riscaldamento globale. Il numero di uragani che colpiscono gli Stati Uniti è in calo, allo stesso modo i tornado. Gli orsi polari non stanno morendo a causa della scomparsa del ghiaccio, ed i ghiacciai himalayani non si scioglieranno entro il 2035.

E in futuro? A causa dell'aumento delle emissioni di anidride carbonica, la temperatura dovrebbe continuare a salire. Spiega Muller: “Mi aspetto che il tasso di riscaldamento proceda ad un ritmo costante, circa un grado e mezzo per la Terra nei prossimi 50 anni, meno se si considerano anche le temperature degli oceani. Ma se la Cina continua la sua rapida crescita economica (che è stata in media del 10 per cento all'anno negli ultimi 20 anni) e il suo largo uso del carbone (aggiungendo un nuovo gigawatt al mese), tale riscaldamento potrebbe avvenire in meno di 20 anni”.

Quasi quasi, era meglio se avesse avuto ragione la prima volta. Ma la realtà è che l'uomo sta logorando indiscriminatamente la Terra che generosamente lo ospita.

Francesca Mancuso

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