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È ufficiale: sulla Terra siamo 7 miliardi. Lo ha annunciato l'Unfpa, il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, che ieri 26 ottobre ha reso noto un rapporto dal titolo "Il mondo a 7 miliardi: le persone e le opportunità" in previsione del quale il 31 ottobre prossimo la popolazione mondiale varcherà la soglia dei 7 miliardi di abitanti.

Più siamo e meglio è? Ma anche no. E non c'è da stare allegri. La popolazione cresce perché si sta meglio? Forse. Ma in maniera vertiginosa e incontrollata, e scarseggiano le risorse. Siamo un miliardo in più rispetto a 12 anni fa, e 6 miliardi in più rispetto al 1800. E pensare che 2000 anni fa eravamo soltanto 300 milioni e ci sono voluti oltre 1600 anni affinchè tale cfra raddoppiasse.

Il numero record di abitanti raggiunto sul pianeta può essere visto sotto diverse chiavi di lettura. Siamo tanti, un successo per l'umanità, perché significa che gran parte delle persone vive più a lungo, guarisce da tante malattie. Ma non tutti hanno beneficiato di questo risultato e non tutti possono condividere, oggi, la stessa qualità della vita.

Rimane ancora forte la disparità tra i vari Paesi del mondo e all'interno degli stessi. Disparità di diritti e di opportunità esistono ancora tra uomini e donne. Alla luce di tali cifre, secondo gli esperti dell'Unfpa, occorre ripensare al futuro in maniera sostenibile, eliminando le disuguaglianze, il degrado ambientale e le battute d'arresto economiche.

Ma una delle buone notizie è che su 7 miliardi 1,8 sono giovani di età compresa tra 10 e i 24 anni. A tal proposito il direttore esecutivo del rapporto, Babatunde Osotimehin nella prefazione del rapporto ha osservato: “I giovani sono la chiave per il futuro, con il potenziale per trasformare il panorama politico globale e per spingere le economie attraverso la loro creatività e capacità di innovazione. Ma l'opportunità di realizzare il grande potenziale dei giovani deve essere colta subito” ha continuato. “Dovremmo investire nella salute e nell'educazione dei nostri giovani. Ciò comporterebbe enormi profitti nella crescita e nello sviluppo economico per le generazioni a venire”.

In realtà, il rapporto ha preso in esame i trend demografici di 9 paesi ritenuti significativi che compongono “un collage delle diverse esperienze, aspirazioni e priorità degli esseri umani che abitano il nostro mondo di 7 miliardi”. E sono Cina, Egitto, Etiopia, Finlandia, India, Messico, Mozambico, Nigeria e Repubblica ex jugoslava di Macedonia.

Analizzandone le tendenze, con la consapevolezza delle grandi differenze che caratterizzano i vari paesi, è possibile secondo gli esperti dell'Unfpa, tracciare un quadro futuro, cercando di abbattere gli ostacoli economici, giuridici e sociali, e improntando la vita delle generazioni future al rispetto dell'ambiente e delle sue risorse.

Francesca Mancuso

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