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E dopo tanto patire, è giunto il primo Sì al referendum. Questa mattina la Corte di Cassazione si è espressa favorevolmente in merito al quesito sul nucleare, che, nonostante la decisione della Camera e l'approvazione del Decreto Omnibus, sarà votato nel corso del referendum del referendum del 12 e 13 giugno.

La notizia è stata accolta con gioia dalle associazioni ambientaliste e da alcuni protagonisti della scena politica. Si parte da Legambiente, che tramite il suo presidente Vittorio Cogliati Dezza, esprime la prorpia soddisfazione riguardo alla decisisone dei giudici di oggi. "È la vittoria della ragione, della correttezza e della democrazia, - dice Cogliati Dezza - La parola passa agli italiani che finalmente potranno dire la loro sul rilancio del nucleare e sul futuro energetico del Paese. Dopo il dramma di Fukushima e la storica decisione del governo tedesco e di quello svizzero di abbandonare l’energia nucleare entro i prossimi anni, la costruzione di nuove centrali atomiche in Italia sarebbe anacronistica. Gli italiani - continua - hanno ora la possibilità di scongiurare il rischio di una manovra energetica assurda e di scegliere di puntare sull’efficienza e sulle rinnovabili, sfruttando appieno il vantaggio accumulato da nostro Paese con il referendum del 1987 che ci ha evitato di impelagarci di una strada pericolosa, antieconomica e priva di senso".

Segue il commento del WWF Italia, tramite il Presidente Stefano Leoni, che ne parla come di un riscatto della democrazia: “La Cassazione ha chiarito una volta per tutte che lo spirito referendario non può essere aggirato con norme strumentali che entrino in conflitto con i principi ispiratori di coloro che hanno proposto i quesiti. È un bene per il Paese che, come richiesto dal WWF nella sua Memoria inviata ieri, la Corte di Cassazione, confermando il referendum sul nucleare, abbia richiamato di fatto Governo e Parlamento al pieno rispetto della sovranità popolare che si esprimerà con il voto referendario tutelato dalla Costituzione. Chiedere al popolo italiano di pronunciarsi il 12 e 13 giugno per cancellare i 'commi truffa' del decreto Omnibus permetterà ai cittadini, votando SI alla loro abrogazione, di mettere finalmente una pietra tombale sul rilancio dell’energia nucleare".

Non meno entusiasti i rappresentanti del Comitato Vota Sì per fermare il nucleare: "Questa volta le furberie alle spalle degli italiani non passano. La Cassazione censura l’arroganza del governo e riconsegna nelle mani dei cittadini il diritto a decidere sul nucleare e del proprio futuro”. Inoltre, secondo le 80 associazioni aderenti al Comitato la decisione della Cassazione ha arginato i trucchi e gli ipocriti ‘arrivederci’ al nucleare e ha ricondotto la questione nell’alveo delle regole istituzionali, contro l’inaccettabile tentato scippo di democrazia. Oggi ha vinto lo spirito democratico e referendario, hanno vinto gli italiani, che potranno esprimersi e cacciare definitivamente lo spettro del nucleare dall’Italia. Domenica prossima tutti al voto contro il nucleare e per l’acqua pubblica!”.

Gli fanno eco anche dall'AIAB. Andrea Ferrante, presidente nazionale, fa sapere: "Aderendo a Comitato Vota Sì per Fermare il Nucleare non possiamo che esprimere grande soddisfazione per la decisione della Cassazione, che ha smascherato gli stratagemmi del Governo volti ad aggirare in modo sleale la legge e ad impedire il pronunciamento della volontà popolare su questioni di fondamentale importanza per il futuro dell'Italia". "Vogliamo ricordare ancora – prosegue Ferrante - che insieme al quesito sul nucleare, ci saranno anche altri tre importanti referendum di cui due sull'acqua, un bene comune che tutti i cittadini sono chiamati a difendere. È per questo che invitiamo alla partecipazione alle urne tutti gli italiani per confermare a gran voce con quattro Sì la volontà di riappropriarsi del destino del nostro Paese".

Il nucleare unisce ancora una volta Di Pietro e Fini, dallo stesso lato della barricata. Il primo sostiene che "Chi la dura, la vince" e che "Si sono dati la zappa sui piedi", mentre il presidente della Camera Gianfranco Fini ha già dichiarato che andrà a votare: "L'ho già detto l'altro giorno: è importante andare a votare a prescindere da quanti sono i quesiti".

Anche Monica Frassoni, co-presidente dei Verdi europei ha acclto con favore il risultato, commentando: "Con questa decisione si è fermato sul nascere il tentativo di un governo arrogante di ostacolare la democrazia e di far provenire la scelta dell'energia non dalla sovranità popolare. Quello di oggi dovrebbe essere un duro avvertimento". Continua: "Ora è tempo di fare una campagna di informazione massiccia su tutti i media e soprattutto in televisione su tutti e quattro i referendum. Abbiamo assistito per settimane ad una vera e propria negazione della democrazia, a causa della mancanza di dibattito e di comunicazione, e ancora troppi elettori non sono a conoscenza della data e del tema del referendum".

Intanto, la Commissione servizi e prodotti dell'Agcom, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nella riunione del 30 maggio scorso, ha diramato un'altra nota in cui invita nuovamente la Rai a sopprerire alle mancanze nella collocazione dei messaggi referendari. Secondo l'Agcom, la Rai dovrà "assicurare una rilevante presenza degli argomenti oggetto dei referendum nei programmi di approfondimento, a cominciare da quelli di maggior ascolto, come prescritto dalle disposizioni attuative della legge n. 28 del 2000 approvate dalla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi"dopo un'interlocuzione con la Commissione parlamentare di vigilanza, ha rilevato che ''la collocazione nei palinsesti dei messaggi autogestiti relativi ai referendum del 12 e 13 giugno, finora attuata dalla Rai, non è conforme ai principi del regolamento della Commissione sulla par condicio referendaria".

Non l'hanno presa molto bene, invece, i Circoli dell’Ambiente, letteralmente sconvolti dalla notizia della Sì della Cassazione. Queste le parole del presidente Alfonso Fimiani: “Non esito a definire shockante la decisione della Cassazione: di fatto gli Italiani sono chiamati a pronunciarsi per abrogare una disciplina normativa che non esiste più perché consapevolmente cancellata da Camera e Senato. Proporrei, a questo punto, di votare l’anno prossimo per abrogare la pena di morte in Italia. È stata già abrogata? Melius adbundare quam deficere!”. Come sempre, una voce fuori dal coro, quella di Fimiani. Continua: “In ogni caso, siamo fiduciosi: i NO si stanno spostando verso l’astensione consapevole ed il quorum non verrà raggiunto. Il 12 e 13 giugno l’unico ad essere abrogato sarà l’ambientalismo estremista e fondamentalista”.

Malan (PDL) invece dichiara: "Non si riesce davvero a capire come si possa tenere un referendum per abrogare norme che non esistono più!".

Chi vivrà (e voterà), vedrà. Intanto un altro passo avanti contro il nucleare è stato fatto. E ciò significa solo una cosa: la corsa per le energie pulite è ormai ai nastri di partenza.

Francesca Mancuso

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