ProtocolloKyoto

Ricorre oggi il sesto compleanno del Protocollo di Kyoto, l'accordo internazionale finalizzato al miglioramento delle condizioni climatiche e ambientali del mondo intero, che passa (soprattutto) attraverso il taglio netto delle emissioni di gas serra, causa principale dell’inquinamento atmosferico.

Il nome deriva dalla cittadina giapponese di Kyoto (non lontano da Tokyo) dove l'11 dicembre del 1997 venne siglato il trattato internazionale a cui aderirono ben 160 paesi. La firma avvenne in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), ma l'accordo entrò in vigore solo il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica della Russia.
Ma cosa prevede esattamente il protocollo di Kyoto?
Il trattato impone ai Paesi aderenti di ridurre – in modo costante e progressivo - le emissioni di elementi inquinanti (come biossido di carbonio, metano, ossido di diazoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo) in una misura non inferiore al 5% rispetto alle emissioni registrate nel 1990 entro il periodo 2008-2012.

E l'Italia a che punto è? Ce la farà con gli obiettivi?
Nonostante tutto pare di sì! Il nostro Paese è infatti in linea con gli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto, perché nel 2010 ha registrato un taglio del 6-6,4% delle emissioni di gas serra rispetto al 1990.

Il dato emerge da uno studio della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, reso noto proprio in occasione di questo sesto anniversario del trattato di Kyoto sul clima che per l’Italia stabiliva un taglio del 6,5% alle emissioni di gas serra entro il 2012.

Anche quest’anno – ha detto Edo Ronchi, Presidente della Fondazione e Ministro dell’ Ambiente al momento della sigla di Kyoto - come fa dal 2008, la Fondazione ha elaborato la stima aggiornata delle emissioni di gas serra in Italia e lo ha fatto perché i dati ufficiali arrivano solo due anni dopo. Ad esempio all’inizio del 2008, mentre i dati ufficiali , fermi al 2005 , indicavano ancora un forte aumento delle emissioni di gas serra in Italia, noi segnalavamo che invece le emissioni cominciavano, significativamente, a diminuire. Poi è arrivata la crisi del 2008-2009 e le emissioni sono crollate. I dati del 2010 sono estremamente importanti poiché la fase più acuta della crisi è superata e quindi ci consentono di capire se siamo o meno in traiettoria per il nostro obiettivo di Kyoto”.

Il calcolo effettuato dalla fondazione prende a riferimento i consumi di energia elettrica, di combustibili solidi, liquidi e di gas, considerando anche la parte fornita dalle rinnovabili.

Questa stima – ha spiegato Ronchi- porta per il 2010 ad un intervallo di riduzione delle emissioni di gas serra fra il -6 e il 6,4% e, rispetto a quelle del 1990 : sostanzialmente in linea con il nostro obiettivo per Kyoto”.

Ma come siamo arrivati a questi obiettivi?
Semplice! Con l’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili, la riduzione dei consumi di petrolio e un aumento dei consumi di gas.
In breve, per raggiungere gli obiettivi di Kyoto basta seguire i principi della green economy!

E per celebrare il sesto compleanno del protocollo di Kyoto - e ricordare l’importanza della riduzione delle emissioni di C02 - Lifegate ha lanciato una nuova iniziativa per sensibilizzare anche la diplomazia: regalerà alle 190 ambasciate presenti sul territorio italiano il calcolo dell’impatto ambientale generato dalle loro attività.

La lotta ai cambiamenti climatici è una sfida globale e va affrontata con la collaborazione di tutti gli Stati – ha detto Simone Molteni, Direttore Scientifico di LifeGate – Proprio per rappresentare questa dimensione mondiale abbiamo deciso di coinvolgere tutte le Ambasciate presenti in Italia. Il calcolo delle emissioni di CO2 - spiega Molteni – è il primo passo necessario per ridurre l’impatto ambientale e avviare un percorso di sostenibilità“.

Ora però la domanda nasce spontanea: il Protocollo di Kyoto scadrà il prossimo anno. Ce la faranno i grandi del mondo a ratificare un nuovo accordo vincolante che lo sostituisca a dovere? Le speranze sono tutte riposte verso la prossima Conferenza sul clima a Durban, in Sud Africa.

Verdiana Amorosi

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