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I Paesi dell’UE stanno concretizzando solo un terzo dei provvedimenti necessari al raggiungimento dell’obiettivo finale: un’economia a basse emissioni di carbonio entro il 2050, che prevede un taglio di C02 pari almeno all’80% di quelli attuali. A renderlo noto è il “Climate policy tracker”, un nuovo strumento di misurazione e controllo delle azioni sul clima, ideato e presentato da WWF e da Ecofys, in vista dell’apertura del nuovo summit internazionale sul clima, il Cop16, che si svolgerà nella città messicana di Cancun dal 29 novembre al 10 dicembre.

Il “Climate Policy Tracker” è un sistema di controllo molto potente, che – per la prima volta al mondo – riesce a tracciare un quadro completo sulle misure di controllo delle emissioni di gas serra adottate nei singoli campi d’azione dai singoli Stati dell’Unione europea.

Il “Climate Policy Tracker” infatti –come ha spiegato Niklas Höhne, Direttore della divisione Energy & Climate Policy di Ecofys - permette di "individuare i campi d’azione delle politiche che richiedono una maggiore attenzione e dove l’iniziativa concreta per la riduzione delle emissioni dà risultati più soddisfacenti".

In realtà – a conti fatti – i risultati forniti dal sistema di tracciamento messo a punto dal WWF e da Ecofys sono piuttosto deludenti, specie per quanto riguarda il taglio della produzione di gas serra.
I tagli radicali delle emissioni necessari per raggiungere gli obiettivi per il 2050 dovranno essere attuati in tutta l’economia. – ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia che sarà presente al summit di Cancun con i rappresentanti del WWF internazionale - Gli Stati Membri dovranno analizzare a fondo tutte le loro politiche per affrontare i punti deboli. Inoltre, dovranno impegnarsi per perfezionare l’implementazione delle politiche UE”.

A registrare i risultati migliori sono naturalmente quei Paesi dell’Ue che hanno sempre dimostrato una certa sensibilità verso l‘ambiente: Germania, Danimarca, Irlanda e Svezia, che comunque hanno raggiunto solo la metà degli obiettivi prefissati.

E l’Italia?

Da ciò che emerge dal “Climate Policy Tracker”, il nostro Paese ha messo in campo e attuato strategie importanti, che però hanno difficoltà a combinarsi ed interagire tra loro, dando così origini a risultati complessivamente scarsi, soprattutto nella missione di azzeramento, o meglio riduzione, dei gas serra.

Tutti i paesi e la UE nel suo complesso hanno bisogno di implementare la legislazione finalizzata alla decarbonizzazione entro il 2050- ha detto Midulla - altrimenti la situazione sarà ingovernabile. Attualmente notiamo anche che gli obiettivi climatici del 2020 richiedono un potenziamento e che chiedere una riduzione del 20% non è sufficiente, un simile obiettivo non ci permetterà di raggiungere l’obiettivo di una low-carbon economy entro il 2050”.

Sul sito allestito ad hoc è possibile vedere i risultati suddivisi sia per ciascuno Stato Membro che per categoria di interventi.

Verdiana Amorosi





 

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