Eni_e_MIT

Tirare le somme sui programmi di ricerca sulle fonti rinnovabili di energia e annunciare nuovi progetti di sviluppo nell’ambito delle tecnologie per eliminare maree nere e in generale gli effetti delle esplosioni incontrollate dei pozzi petroliferi. Questi gli obiettivi che hanno spinto Susan Hockfield, Presidente del Massachussets Institute of Technology (Mit), e Paolo Scaroni, Amministratore Delegato di Eni, ad incontrarsi nella giornata di ieri, nella sede del Mit di Cambridge, nel Massachussets.

Come sottolinea la compagnia italiana in un comunicato, i nuovi progetti messi a punto grazie all’accordo tra Eni e il Mit permetteranno di studiare la produzione e l’uso di materiali innovativi per contenere e ripulire eventuali fughe di greggio.

Tra i programmi che le due realtà intendono portare avanti, va ricordato quello che punta al miglioramento di alcuni aspetti fondamentali del core business di Eni, ovvero gas e petrolio, ma anche tutti quei progetti che puntano sull’energia solare.

Tra i piani di sviluppo che invece hanno già portato importanti frutti, segnaliamo quello che riguarda le nuove molecole, che assemblandosi da sole riescono a ripararsi in modo autonomo e in breve tempo. Queste ,particolari molecole, come abbiamo visto, riescono a trasformare la luce solare in elettricità e quando una cella solare viene danneggiata, loro riescono a riparare le parti organiche.

E per il futuro?
Secondo quanto emerge dal comunicato, Eni e il Mit intendono stringere ancora di più la loro collaborazione per poter sviluppare ulteriormente il mondo delle energie rinnovabili.

 

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