Cambiamenti climatici: la foresta amazzonica non assorbe abbastanza CO2

Amazzonia

Amazzonia senza fiato. Il "polmone verde della Terra" non ce la fa e fatica ad assorbire anidride carbonica. La causa? La precoce mortalità degli alberi con la conseguenza, ovvio, che tutti i modelli climatici che fanno proiezioni in base all'assorbimento delle foreste tropicali dovranno essere rivisti.

Tutto ciò emerge da uno studio trentennale condotto su questa foresta tropicale da Terra, cioè senza osservazioni satellitari, e descritto in un articolo apparso su Nature da un team inglese dell'Università di Leeds, coordinato da Roel Brienen.

Già una precedente analisi aveva evidenziato il fatto che in meno di un decennio l'Amazzonia ha rilasciato più anidride carbonica di quanta ne abbia assorbita. Oggi, il dato che deve far riflettere è che la capacità della foresta Amazzonica di assorbire CO2 è in riduzione costante e ora è del 30% più bassa rispetto alla capacità registrata negli anni '90.

Per calcolare queste variazioni, i ricercatori hanno esaminato 321 lotti di foresta nei complessivi sei milioni di chilometri quadri dell'Amazzonia, identificando 189mila alberi e misurandone il tasso di nascita, di crescita e di morte a partire dagli anni ottanta.

"La mortalità degli alberi è incrementata di più di un terzo a partire dalla metà degli anni ottanta, e questo fenomeno sta influenzando la capacità dell'Amazzonia di stoccare il carbonio", ha dichiarato Brienen.

Quello che caratterizza le foreste tropicali è il loro ruolo nel mantenimento della salute della Terra: loro sono in grado di assorbire e immagazzinare l'anidride carbonica immessa dall'uomo (uso di combustibili fossili in primis) nell'atmosfera. Queste foreste rendono conto di circa la metà di tutta la CO2 assorbita annualmente dalla biosfera, capacità che si ripercuote sul clima del pianeta, dal momento che l'anidride carbonica è il principale gas serra responsabile del riscaldamento globale.

Gli studiosi hanno ora concluso che questo dato allarmante sarebbe causato da una più alta mortalità di alberi nelle zone vergini della foresta e da una stabilizzazione nella capacità di assorbimento delle nuove piante. Questo a causa della accresciuta variabilità stagionale del clima amazzonico e del fatto che maggiori quantità di CO2 in atmosfera anziché favorire lo sviluppo vegetativo degli alberi ne starebbero accelerando la morte.

"Se questa tendenza si conferma nel corso degli anni allora dobbiamo preoccuparci perché significa che l'aiuto che ci ha dato sin qui la natura prima o poi si fermerà e quindi dovremo realizzare riduzioni delle emissioni ancora più incisive se vogliamo tenere i cambiamenti climatici sotto controllo", ha concluso Roel Brienen.

Germana Carillo

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