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Glifosato: doveva essere il primo Stato europeo a vietarlo, ora la Francia guida la battaglia per farlo reintrodurre in Europa

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Non sarebbe cancerogeno e nemmeno mutageno, né tossico per la riproduzione: quattro Stati membri dell’Unione europea, capeggiati dalla Francia, fanno pervenire all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e all’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa) un progetto di “valutazione del rischio relativo al glifosato”.

Appresso alla Francia – che si macchia di una strepitosa inversione di marcia dopo che nel 2017 con l’Italia aveva sostenuto il no al rinnovo della licenza di utilizzo per cinque anni all’erbicida considerato “probabile cancerogeno” dalla Iarc-Oms – ci sono Paesi Bassi, Svezia e Ungheria.

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Per tutti ci sarebbero ancora le condizioni per prolungare l’autorizzazione all’uso del prodotto (è attualmente autorizzato nell’Ue fino a dicembre 2022): il glifosato avrebbe cioè i requisiti per essere ri-autorizzato in Europa, anche se si raccomandano ulteriori analisi del suo impatto sulla biodiversità.

Le autorità nazionali di Francia, Paesi Bassi, Svezia e Ungheria (il gruppo di valutazione del glifosato – Assessment Group on Glyphosate, AGG) hanno insomma esaminato l’insieme delle evidenze trasmesse dalle imprese che hanno presentato domanda di rinnovo dell’approvazione per commercializzare la sostanza in Europa. Da qui in avanti, EFSA ed ECHA organizzeranno consultazioni pubbliche parallele, che saranno avviate nella prima settimana di settembre di quest’anno.

Le consultazioni costituiscono la prima fase delle valutazioni. Il comitato dell’Echa per la valutazione dei rischi (RAC) procederà a un riesame della classificazione del glifosato nell’ambito del regolamento dell’UE relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio (CLP). La classificazione delle sostanze chimiche si basa esclusivamente sulle proprietà pericolose e non tiene conto della probabilità di esposizione a tali sostanze. L’esposizione è considerata parte del processo di valutazione del rischio condotto dall’EFSA.

Il glifosato è stato classificato ufficialmente come causa di gravi danni agli occhi e come tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata, sia prima che dopo la valutazione dell’Echa nel 2017. Non vi è stata alcuna classificazione in termini di mutagenicità delle cellule germinali, carcinogenicità o tossicità riproduttiva. Nella proposta dei quattro Stati membri non è prevista alcuna modifica della classificazione attuale. 

Dopo l’adozione di un parere da parte dell’Echa, l’Efsa porterà a termine la propria revisione paritaria e ne pubblicherà le conclusioni, attese per la fine del 2022. Sulla base di tale valutazione del rischio la Commissione europea renderà una decisione in merito al rinnovo dell’approvazione per il glifosato.

QUI la proposta di Francia, Paesi Bassi, Svezia e Ungheria.

Fonte: EFSA 

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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