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Nicola, la scelta della famiglia di vivere nei boschi e curare le api

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Vivere in mezzo alla Natura, tra i magici boschi dell’Appenino. Lo hanno scelto da tempo i genitori del piccolo Nicola Tanturli, scomparso ieri in Toscana e fortuna ritrovato sano e salvo.

Il piccolo, lo ricordiamo, si trovava in fondo a una scarpata a circa tre chilometri a Campanara di Palazzuolo sul Senio, una località isolata dell’alto Mugello. Non si trovava lì per caso ma insieme a mamma Pina e papà Leonardo, Nicola viveva nel cuore dell’Appennino dove i genitori si erano trasferiti nel 2009.

I due coniugi avevano scelto di vivere in un casolare tra i boschi dell’Appennino, in mezzo alla natura incontaminata in un luogo quasi fuori dal tempo e dove ancora l’uomo rispetta i ritmi naturali. A raccontarlo all’associazione Campiaperti è stata la stessa Pina, come racconta il Correre:

Mi sono avvicinata al mondo contadino nel 2009 dopo una laurea triennale in scienze sociali. Mi sembrava assurdo saper utilizzare un pc e non aver mai piantato un pomodoro, non saper più riconoscere una pianta velenosa da una che cura, calpestare buonissime erbe mangerecce, quale legna usare per dei manici o dei recinti».

L’amore per le api e l’autosufficienza alimentare

Ed è così che nel giro di qualche anno, Pina e Leonardo sono diventati anche apicoltori curando 500 alveari. Ripartire da questi preziosi insetti, sempre più minacciati, è stato molto importante per i due coniugi che però non si sono limitati solo a proteggere le api. Essi infatti hanno cercato di far diventare realtà  il loro sogno di autoprodurre tutto il cibo di cui avevano bisogno, di una vita autosufficiente dal punto di vista alimentare:

Non volevo sfruttare né essere sfruttata — spiega ancora Pina –  Gli animali selvatici come tutto il resto li avevo visti nei libri così ho conosciuto Leonardo e altri con cui vivere con la tendenza all’autosufficienza. Per avere un po’ di miele per noi, nel 2009, su spinta di un amico ci procurammo una famiglia di api visitata collettivamente; le api che abbiamo adesso provengono tutte da quella lì, Il secondo anno ne avevamo 3, poi 5.
 

Un sogno accarezzato addirittura fin dall’infanzia dal papà di Nicola che da piccolissimo viveva la campagna insieme ai nonni, operai agricoli, piantando semi e curando alberi. 

Ma Leo e Pina non sono gli unici ad aver compiuto questa scelta, nella zona ai confini tra la Toscana e l’Emilia Romagna. I primi ad arrivare nella valle, 37 anni fa, furono 8 persone appena rientrate da un lungo viaggio in India. Essi si insediarono nella canonica di una chiesa seicentesca sconsacrata cominciano a ripopolare  Palazzuolo, ormai diventata una comunità dove si cerca di autoprodurre il proprio cibo, dove si coltivano gli orti, si allevano animali, si producono prodotti bio e manufatti artigianali, usando energie rinnovabili.

Un vero e proprio eco-villaggio dove si offre ospitalità in tende indiane attrezzate e dove i telefoni cellulari non funzionano. 

Qui vive il piccolo Nicola, per fortuna tornato a casa.

Fonti di riferimento: Corriere Fiorentino

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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