La Francia vieta questo erbicida Monsanto: è più tossico del glifosato

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Glifosato Roundup Pro 360, vietata la vendita in Francia. Dapprima autorizzato dall’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare (Anses), adesso l’autorizzazione all’immissione in commercio del famigerato Roundup è stata annullata da una decisione del Tribunale Amministrativo di Lione.

Una battaglia iniziata dalla ong Future Generations che si era schierata contro la decisione dell’Anses. L’Agenzia infatti il 6 marzo 2017 aveva autorizzato l’immissione sul mercato di Roundup Pro 360, un erbicida a base di glifosato commercializzato da Monsanto.

Convocato dal Comitato di ricerca indipendente e informazione sull’ingegneria genetica (CRIIGEN), il tribunale amministrativo di Lione ha ribaltato la decisione dell’Anses, annullando la vendita di questo prodotto con una sentenza del 15 gennaio 2019.

Secondo la corte, studi scientifici ed esperimenti sugli animali hanno dimostrato che Roundup Pro 360, una preparazione con una tossicità ancora più elevata del glifosato, è potenzialmente cancerogeno per l’uomo, sospettato di essere tossico per la riproduzione umana e particolarmente nocivo per gli organismi acquatici.

Alla base di queste considerazioni, ha confermato che l’uso di Roundup Pro 360 è dannoso per l’ambiente, gli animali e l’uomo. Per questo ha annullato l’autorizzazione all’immissione in commercio.

“Générations Futures accoglie con favore questo giudizio, il lavoro svolto dalla ditta Lepage e rende omaggio alla perseveranza di CRIIGEN nella sua lotta per dimostrare il pericolo dei pesticidi a base di glifosato. Sulla base di questa decisione e degli argomenti avanzati dal tribunale, chiediamo che l’ANSES tenga conto, come il Tribunale Amministrativo di Lione, del probabile potenziale carcinogenico di tutte le formulazioni di glifosato che sta rivalutando, per le quali non concede queste autorizzazioni” ha detto Veillerette, direttore di Future Generations.

La decisione ha effetto immediato. Certamente, Monsanto e Anses potranno appellarsi ma di fatto la sentenza crea un precedente importante che in futuro influenzerà altre decisioni.

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Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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