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Anche una cucina apparentemente immacolata può brulicare di germi e batteri, soprattutto dove non immaginereste mai di trovarli. Questi microbi, infatti, crescono in fretta, trovando sicuro riparo sui taglieri o vicino agli interruttori; si spostano, inoltre, molto facilmente sulle posate, quindi sul cibo e infine nel vostro stomaco, con conseguenze poco piacevoli.

I microbi non si vedono a occhio nudo, naturalmente: chi può dire, quindi, se avete pulito a sufficienza la cucina o se avete semplicemente sparpagliato i germi? Non occorre affliggersi: con un po’di attenzione e di esercizio, potrete liberare la vostra cucina e tutti gli oggetti in essa contenuti dai batteri.

1) LA MANIGLIA DEL FRIGORIFERO

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I microbi degli alimenti che maneggiamo ogni giorno, soprattutto se mangiamo carne, possono ritrovarsi anche sulla maniglia del frigorifero, come conferma una ricerca di Eric Schadt, direttore del dipartimento di scienze genomiche presso la scuola di Medicina del monte Sinai. Jo Dickerson concorda con quanto affermato, precisando nel suo blog che la contaminazione trasversale è il più grande problema della cucina: “Le persone probabilmente trasportano microbi in cucina in ogni momento senza neanche rendersene conto”. “Per esempio” - afferma la blogger - “quando preparano il pollo, cercano nel cassetto un coltello o una forchetta e, senza accorgersene, hanno trasportato i batteri della carne sul cassetto stesso e gli utensili in esso contenuti”. Lavare le mani è il modo più semplice e veloce per evitare questo problema, anche se molti di noi non utilizzano il metodo corretto. Il trucco è elementare: utilizzate acqua e sapone per minimo 15 secondi e chiudete il rubinetto con un fazzoletto di carta o con il gomito: chiuderlo con le mani significa semplicemente acquisire nuovamente gli stessi batteri che portavamo con noi quando lo abbiamo aperto.

2) I RUBINETTI

rubinetti

L’acqua pulita è essenziale durante la preparazione del cibo, ma ciò è spesso dimenticato in molti paesi industrializzati, dove l’acqua pura e incontaminata è data per scontata. È sempre bene, tuttavia, utilizzare un pizzico di cautela prima di giungere a determinate conclusioni. L’acqua potabile è infatti soggetta a infiltrazioni inquinanti e a tossine, soprattutto quando piove molto; potrebbe essere anche poco sana a seguito di guasti all’acquedotto municipale. In Italia l'acqua potabile per essere definita tale viene analizzata 4 volte l'anno, ma ciò non ha permesso di evitare scandali come quello legato all'arsenico. I rubinetti stessi che apriamo e chiudiamo con le mani sporche quasi in automatico possono essere essi stessi fonti di batteri.

3) IL CANOVACCIO

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Spesso la gente pensa che il canovaccio non presenti batteri, in quanto utilizzato esclusivamente per asciugare le mani o i piatti lavati in precedenza. Ma dopo che questi ultimi sono stati riposti asciutti nella credenza, lo strofinaccio rimane bagnato. Questa umidità, unita al calore della cucina, facilita la concentrazione dei batteri. Cambiate quindi frequentemente i canovacci lavandoli ad una temperatura che permetta la rimozione dei batteri.

4) LE SPUGNE

spugne

Anche se servono per le pulizie di casa, le spugne non sono necessariamente pulite. Esse, infatti, sono fra gli oggetti più sporchi nella nostra cucina: circa diecimila microbi ogni 6 cm di tessuto. Uno degli sbagli più comuni è quello di utilizzare la stessa spugna per il lavandino e per gli scaffali. Il lavandino della cucina è probabilmente il peggior ricettacolo di batteri e di germi, in primis la salmonella, presente in casa. Non vorrete pulire il lavandino e poi diffondere altrove questi batteri, magari sul piano lavoro, vero? La soluzione più semplice è comprare regolarmente nuove spugne, che sono anche abbastanza economiche. Ma se preferite riutilizzare le vostre, pulitele grazie al calore. Mettetele nel microonde: l’elevata temperatura ucciderà la maggior parte dei microbi che vi si erano insediati.

5) IL CANALE DI SCOLO

Il fatto che non lo vediate non significa che non esiste, anche se spesso molti di noi lo dimenticano, fedeli all’antico proverbio “lontano dagli occhi, lontano dal cuore (e dalla mente)”. Ma questa parte del lavandino contiene al suo interno tantissimi batteri e grandi quantità di muffa. Dopo qualche tempo, questi ultimi possono insediarsi nella parte esteriore del lavandino, infettando tutti i piatti puliti che vi riponiamo dopo averli lavati. Essi possono anche portare all’invasione delle cimici: i loro bachi si sviluppano nutrendosi dei materiali inorganici che proliferano sui piatti sporchi. Blatte e formiche possono a loro volta essere attirate dal calore, dall’umidità e dal buio, anche se non vi sono ancora batteri. Gettate settimanalmente dell’acqua bollente nel lavandino per uccidere i microbi e altri insetti che possano avervi trovato ospitalità.

Serena Baronchelli

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