Lavastoviglie: sai davvero come caricarla correttamente? Studio spiega gli errori da non fare quando posizioni piatti e bicchieri

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Perché non sempre le stoviglie escono pulite e brillanti dopo un lavaggio in lavastoviglie? La risposta potrebbe essere nel modo in cui disponiamo piatti e all'interno dei carrelli dell'elettrodomestico

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Alcuni elettrodomestici – come la lavatrice, l’asciugatrice o la lavastoviglie – hanno contribuito sensibilmente a facilitare i lavori domestici, attraverso l’automazione di processi che una volta venivano eseguiti a mano, con un importante risparmio in termini di tempo Ad esempio, il tempo necessario a caricare e scaricare una lavastoviglie è di circa 10 minuti, mentre ne occorrerebbero anche fino a 60 per lavare tutti i piatti a mano.

Tuttavia, non sempre i piatti dalla lavastoviglie escono puliti come si vorrebbe, ma la colpa non è dell’elettrodomestico (a meno che non sia malfunzionante): malgrado l’utilizzo molto comune e frequente di questo apparecchio, i meccanismi di pulizia che avvengono al suo interno non sono ancora pienamente compresi dagli utilizzatori.  Spesso, infatti, la responsabilità di un lavaggio non eccellente è nostra e di come disponiamo le stoviglie all’interno degli appositi carrelli.

Qualche anno fa, un team di ricercatori dell’Università di Birmingham ha condotto uno studio su quale fosse il modo più corretto di posizionare piatti e bicchieri all’interno della lavastoviglie in modo da avere un lavaggio impeccabile. Per trovare una risposta convincente, gli studiosi hanno tenuto conto di quattro parametri:

  • Progettazione della lavastoviglie e parametri di funzionamento;
  • Tipo di carico all’interno della lavastoviglie;
  • Tipi di sporco alimentare;
  • Formulazione del detergente.

©Chemical Engineering Journal

Aldilà di questi fattori di cui tener conto durante un lavaggio in lavastoviglie, in realtà la vera differenza la fanno l’acqua e la sua distribuzione all’interno dell’elettrodomestico. A seconda di come colpiscono le superfici da lavare, i getti d’acqua producono sollecitazioni tali da scrostare le stoviglie e rimuovere le tracce di sporco – in un processo noto come rimozione fluido-meccanica. (Leggi anche: 10 cose che sarebbe meglio non mettere in lavastoviglie)

Sfruttare la rimozione fluido-meccanica è la chiave del successo del nostro lavaggio: più forte è il getto d’acqua, maggiore sarà il grado di pulizia delle stoviglie, che verranno letteralmente investite dalla forza del liquido che porterà via con sé tutte le tracce di sporco. È importante sottolineare che la rimozione fluido-meccanica non dipende in alcun modo dal tipo di detergente utilizzato.

In una lavastoviglie classica, i getti d’acqua vengono erogati dall’alto, in modo che il liquido si diffonda “a pioggia” in tutto il cestello (diminuendo via via la sua forza pulente). Pertanto, è opportuno posizionare nel carrello in alto pentole, padelle o piatti particolarmente sporchi e unti, in modo che vengano investiti direttamente dal getto d’acqua e ben sgrassati.

Al contrario, meglio posizionare bicchieri e stoviglie più delicate (e meno sporche) nei ripiani inferiori della lavastoviglie o nelle aree laterali del cestello: in questo modo non saranno sotto il getto diretto e aggressivo dell’acqua, ma saranno comunque interessate dalle operazioni di lavaggio.

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Fonte: Chemical Engineering Journal

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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