Albero di Natale: vero o finto, qual è il più sostenibile per il Pianeta?

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Il Natale si avvicina e ritorna l'annoso dilemma: meglio un abete vero o uno artificiale? Qual è più rispettoso dell'ambiente?

Il Natale è ormai alle porte e tanti si ritrovano di fronte all’annoso dilemma: meglio un abete vero o uno finto? Qual è la scelta migliore per l’ambiente? Sulla questione vi sono opinioni discordanti, visto che sono diversi i pro e i contro da prendere in considerazione. Scopriamo quali per fare un acquisto consapevole in vista delle festività natalizie.

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Albero di Natale finto: vantaggi e svantaggi 

negozio albero natale

@trongnguyen/123rf

La maggior parte delle persone opta per un abete finto, principalmente per una questione di comodità. Il vantaggio principale è che può essere acquistato praticamente ovunque – sia online che nei negozi fisici – e sono disponibili in tantissime dimensioni. Inoltre, sono resistenti e non ha bisogno di cure al contrario di (quello vero). Un altro enorme vantaggio è dato dal fatto che possiamo riutilizzarlo per le festività natalizie degli anni successivi. 

Tuttavia, non è così sostenibile come potrebbe sembrare. Soltanto negli Stati Uniti vengono acquistati ogni anno circa 10 milioni di alberi artificiali e il 90% di questi proviene dalla Cina, con l’aumento delle emissioni di carbonio che ne consegue. Non solo. Generalmente gli alberi artificiali sono realizzati in plastica di cloruro di polivinile o PVC, altamente inquinanti. Gli alberi di Natale artificiali sono quindi difficili da smaltire e spesso finiscono nelle discariche locali invece di essere riciclati correttamente. 

Quando e perché optare per un abete natalizio finto in definitiva? Il consiglio è quello di acquistarne uno artificiale solo se ha intenzione di usarlo per almeno cinque anni (come raccomandato anche da uno studio condotto da WAP Sustainability Consulting) e se poi viene smaltito in maniera adeguata. Se l’albero in questione non vi piace più, invece di buttarlo potete rivenderlo e regalarlo per offrire all’albero una seconda vita e ridurre l’impatto ambientale.

Albero di Natale vero: vantaggi e svantaggi 

abete vero

@prostooleh/123rf

Anche se in commercio ormai si trovano alberi finti talmente ben rifiniti da sembrare “vivi”, l’abete vero crea tutta un’altra atmosfera in casa. Prima di “ospitarne” uno in casa, però, bisogna ricordarsi di posizionarlo in un punto dell’abitazione non troppo caldo e preferibilmente illuminato da luce naturale, dato gli abeti vivono in ambiente piuttosto freddi. Inoltre, occorre optare per decorazioni adeguate, evitando di eccedere (per permettere alla pianta di respirare) e palline troppo pesanti. Considerate anche che gli alberi veri tendono a perdere molti aghi. 

Ma una domanda che si fanno in molti a proposito di abeti veri è la seguente: è davvero etico abbattere alberi per addobbare casa? Secondo quanto riferito dalla National Christmas Tree Association, servono circa sette anni per far crescere un albero di Natale. In quell’arco di tempo, quell’abete assorbe anidride carbonica, combattendo la crisi climatica. Inoltre, generalmente gli agricoltori piantano un paio di piantine per ogni albero abbattuto.

Ma quando si procede con l’acquisto di un abete è sempre consigliato farlo in maniera consapevole, ovvero rivolgendosi ad un rivenditore autorizzato (dato che la vendita di alberi di Natale veri è strettamente regolamentata). Il nostro consiglio è quello di optare per alberi autoctoni in modo da diminuire l’impatto ambientale legato ai trasporti e favorire gli agricoltori locali. Assicuratevi che l’albero che scegliete abbia ancora le radici e non sia stato tagliato male, in modo da piantarlo nuovamente dopo le feste.

Alternative originali al classico abete natalizio

Chi l’ha detto che solo l’abete è in grado di creare un’atmosfera natalizia magica? Se a casa ne avete né un abete vero né uno finto potete abbellire anche un altro alberello che avete in balcone o in giardino.

In alternativa, potete realizzare anche degli alberi originalissimi con materiali riciclati, ad esempio plastica, feltro o cartone. C’è davvero l’imbarazzo della scelta! (QUI trovate alcune idee da replicare).

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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