Questi cani segugio stanno salvando i rinoceronti dal bracconaggio

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Con il loro fiuto infallibile hanno già portato alla cattura di tantissimi bracconieri. Al Kruger National Park in Sudafrica la lotta al bracconaggio di rinoceronti si fa con i cani segugio portati dal Texas e l’idea ad oggi, sembra vincente.

Inizialmente erano stati usati i cani da caccia, ma non c’era stato l’effetto sperato, così si è pensato al fiuto dei cani segugio in grado di correre velocemente e di arrivare dritti ai bracconieri che stanno sterminando i rinoceronti del Sudafrica.

Sono 8mila i rinoceronti uccisi dal 2008 al 2018 sia per il loro corno usato nella medicina tradizionale cinese, sia come trofeo da caccia.Pare in particolare che il corno di rinoceronte in Cina e in Vietnam, sia diventato uno status symbol per chi appartiene alle classi sociali emergenti.  Così mentre animali come il rinoceronte nero sono entrati a pieno titolo nella lista di quelli in via d’estinzione, si iniziano a prendere misure serie per porre fine a questo scempio. Secondo le stime ci sarebbero, circa 20mila rinoceronti bianchi e poco più di 5mila i rinoceronti neri. Il Sudafrica ospita circa l’80% degli ultimi rimasti nel mondo.

cani segugi

I cani segugi

La collaborazione con i segugi del Texas era iniziata nel 2017 quando Theresa Sowry, CEO del Southern African Wildlife College, una struttura di gestione e addestramento della fauna selvatica con sede vicino a Kruger, ha incontrato Joe Braman, un uomo d’affari che gestisce un ranger e che spesso ha assistito a scene in cui i suoi cani avevano contribuito alla cattura dei bracconieri.

Insieme hanno creato una squadra anti bracconaggio e testato prima i cani da caccia e poi i segugi. L’idea si è rivelata vincente perché durante l’addestramento, quest’ultimi, non hanno mai fallito. Nel ranch di Braman, i segugi vivono in libertà e quando non sono a caccia di bracconieri, si allenano. Le battute non sono tutti i giorni per dare agli animali il giusto riposo, ma quando sono ‘in servizio’, i segugi corrono veloci per impedire l’uccisione dei rinoceronti. Dopo aver tentato la via di colorare i corni dei rinoceronti per renderli meno appetibili, questa dei segugi sembra una strada virtuosa, anche se il cammino è lungo e in salita.

“Se un cane inizia ad attaccarti, la prima cosa che farai è lanciare la pistola e arrampicarti su un albero, ciò ci permette la cattura”, spiega Braman. “Sul campo, i cani imparano a seguire una singola traccia di profumo umano e ci permettono alla fine di arginare questo triste fenomeno”.

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Dominella Trunfio

Fonte e foto

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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