Strategia energetica nazionale, la promessa: Italia senza carbone entro 2025-2030

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Stop al carbone entro il 2025-2030, stando alle promesse del Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda nel corso di un’audizione parlamentare che si è svolta il 10 maggio e alla quale ha preso parte anche il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti. Sarà vero? Il costo stimato per questa operazione è stato valutato in 3 miliardi di euro.

I regali alle fossili sono ancora molto recenti, come l’assurdo via libera alle trivellazioni entro i 12 miglia dalla costa (pubblicato appena 5 settimane fa, il 6 aprile) che ha di fatto concesso alle compagnie petrolifere di cambiare liberamente il programma di sviluppo previsto al momento del rilascio di una concessione e di procedere alla costruzione di nuovi pozzi di petrolio e di nuove piattaforme in mare.

PROMOZIONE DELL’AUTOCONSUMO E DELL'EFFICIENZA ENERGETICA

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Il Ministro incoraggia l’autoconsumo e l'efficienza energetica, ma sappiamo come anche su questo il nostro Paese non brilli per incentivi reali, anzi. Le dichiarazioni del Ministro Calenda quindi ci fanno ben sperare, ma i dubbi non mancano.

“Quando parla di ‘promozione dell’autoconsumo’ Calenda dovrebbe avere l’onestà di una premessaha commentato a questo proposito Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace - ricordare cioè che a oggi in Italia ogni forma di autoconsumo e scambio peer to peer di elettricità, ovvero quanto si sta sperimentando ovunque nel mondo, è fortemente scoraggiata dalla burocrazia o impedita dalle norme. Speriamo anche su questo punto alle parole seguano i fatti”.

Un fatto positivo, comunque, aver inserito il tema come prioritario per il Paese. "Ritengo sia molto positivo aver individuato l’efficienza energetica quale priorità per il Paese - ha commentato Olivier Jacquier, CEO di ENGIE Italia -  considerati i grandi benefici, diretti ed indiretti, che da essa derivano (energetici, ambientali, economici, ecc.) e l’aver evidenziato le grandi potenzialità dell’efficienza energetica nel settore residenziale e terziario, settori che richiedono regole e sistemi incentivanti specifici e più efficaci".

INCENTIVI ALL’USCITA DAL CARBONE ENTRO IL 2025

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Non solo. Altro punto molto “oscuro”, citato dal Ministro, è l’intenzione di fornire incentivi ai proprietari delle centrali nel caso di uscita al 2025 e con impianti ancora non ammortizzati (i cosiddetti ‘stranded costs’). Un costo che appare in larga misura ingiustificato, visto che la produzione termoelettrica a carbone è composta quasi per intero da impianti vecchi, ampiamente ammortizzati, i cui costi di realizzazione, cioè, sono stati ripagati da anni.

Molti quindi i dubbi, ma anche le speranze. “È un fatto positivo che, finalmente, l’eliminazione del carbone sia entrata nell’agenda politica in modo concreto […], visto che il carbone è il combustibile fossile a più alta emissione di CO2 ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia.

IMPULSO ALLA MOBILITÁ SOSTENIBILE

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Il Ministro ha toccato anche il tema della mobilità sostenibile, sostenendo l’intenzione di dare impulso ai Piani Urbani della Mobilità Sostenibile, di promuovere le smart mobility (car sharing, car pooling, smart parking e bike sharing) e la mobilità ciclo-pedonale, disincentivando la circolazione di autovetture private nei centri urbani. A questo si aggiungerebbero misure per la promozione del trasporto pubblico locale e l’incentivazione del rinnovo parco auto con autovetture più performanti in termini di emissioni ed efficienza.

Un tema, questo, molto caro alle città. “Le grandi città, dove si concentra la maggior parte della popolazione, dove si sperimentano i progetti innovativi per l’ambiente e per i servizi, dovrebbero essere il punto di partenza per l’attuazione delle linee indicate dal documento” ha commentato Giovanni Vallotti, Presidente di Utilitalia, l’associazione dei gestori dei servizi acqua energia e ambiente.

Il Ministro, tuttavia, ha riferito una previsione di penetrazione dell’elettrico oltre il 10 per cento al 2030, una prospettiva che appare piuttosto modesta, visto che un rapporto dell’agenzia per l’energia dell’Ocse IEA conta più di 1 milione di auto elettriche nel mondo, con un aumento vendite registrato nel 2015 pari al 70% in più rispetto al 2014, con 477 mila unità vendute, un vero e proprio boom delle vendite, concentrato però in altri Paesi.

Pericoloso anche il riferimento alle auto “vecchie”, che si citano come Euro 0, 1, 2 e 3. “Neppure un centesimo per passare a nuove categorie, tipo Euro 6, specie se diesel” tuona Greenpeace.

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Ci auguriamo, quindi, che alle parole stavolta seguano davvero i fatti.

Per approfondimenti sulla presentazione del Ministro Calenda è sufficiente collegarsi a questo link.  

Roberta De Carolis