Questa mamma crea mascherine trasparenti per consentire la lettura delle labbra alle persone sorde

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Aveva disegnato e poi cucito delle mascherine trasparenti per poter vedere la bocca dei suoi familiari e comunicare con la figlia affetta anch’essa da sordità. Ma questa mamma inglese dopo aver pubblicato il risultato, si è trovata inondata da richieste e adesso sta migliorando la vita di tante persone.

Ne avevamo già parlato, l’utilizzo delle mascherine rappresenta una barriera per le persone sorde e ipoudenti che oltre la gestualità, seguono appunto il labiale. Qualche tempo fa, avevamo raccontato di una studentessa americana che stava realizzando delle mascherine trasparenti per far vedere appunto la bocca. Adesso questa mamma di 41 anni, Justine Bate, ha fatto la stessa cosa. Tutto è iniziato per rispondere a un bisogno della figlia Teona di 10 anni, anch’essa sorda, ma poi, dopo averle pubblicate sui social, ha ricevuto richieste da tantissime persone. Anche suo marito, Carl Bate ne indossa una così facilmente possono capirsi in casa.

“Non possiamo realizzarli abbastanza rapidamente, rispetto ai bisogni delle persone”, afferma Carl Bate. “Ci hanno letteralmente travolto”.

Justine Bate è una graphic designer ed è sorda sin dalla nascita. Le sue mascherine realizzate a casa con la macchina da cucire sono appunto in tessuto e molto colorate.“Non è stato facile capire in quale direzione andare, ma ce l’abbiamo fatta”, afferma Carl. Sulla bocca, invece, non c’è tessuto, ma una plastica trasparente. Justine vende le mascherine a circa sei euro l’una, ma nei suoi piani non c’era all’inizio uno spirito imprenditoriale. Le mascherine avevano l’obiettivo di aiutare la figlia a comunicare con i genitori.“Niente a che vedere con il profitto, solo qualcosa per migliorare la vita a Teona”, spiega ancora Carl.

Le mascherine spopolano, a dimostrazione che possono semplificare la vita a molti e non solo alle persone sorde. Molte richieste vengono per esempio da case di cura, dove ci sono anziani con demenza o da famiglie dove ci sono bambini affetti da autismo. Ciò perché è una mascherina meno impattante e che facilita la comunicazione.

“La mascherina genera stress, l’ansia, la frustrazione e la paura nelle persone sorde che non riescono a comunicare”, spiega Carolyn Stern, vicedirettore del Centro per Udito e comunicazione di Manchester.

Con queste mascherine effettivamente non si è più tagliati fuori. Carl dice che sua moglie è felice di dare il proprio contributo alla comunità e di migliorare la vita a tanti.

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Fonti: New York Post/Metro UK

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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