Sommo Ripola: il borgo abbandonato torna a nuova vita con l’ecovillaggio

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Creare una comunità ecosostenibile e basata sul mutuo aiuto contribuendo alla rinascita dei borghi italiani vittime dello spopolamento. Questa la mission del progetto Paese Liberato che fa rivivere Sommo Ripola, un paesino in provincia di Massa Carrara.

A Sommo Ripola fino a qualche tempo fa c’erano una decina di abitanti, oggi ce ne sono molti di più e il merito è di un gruppo di ragazzi provenienti da diverse parti d’Italia che hanno creato, nel 2015, il progetto Paese Liberato.

In pratica, come si legge sul sito, una cinquantina di persone hanno dato vita ad una associazione con lo scopo di formare una comunità ecosostenibile, nella quale ogni individuo fosse libero di crescere ed esprimersi in armonia con l’ambiente e con il gruppo.

“Queste persone non si conoscevano, eppure da subito è emersa una forte affinità di ideali e visioni della vita, oltre a un grande bagaglio di storie, esperienze e competenze che ognuno avrebbe potuto mettere a disposizione della comunità”.

Per realizzare questo grande sogno, Paese Liberato è partito proprio da Sommo Ripola, un borgo che era destinato all’abbandono e che oggi pullula di vita. Per sostenersi economicamente i giovani che vivono qui in comunità fanno agricoltura, allevamento e attività educative rivolte ai più piccoli.

Quindi, anche se la base è proprio in un casale di Sommo Ripola, l’idea è quella di recuperare diversi borghi italiani dove far rivivere le tradizioni e i saperi che in tanti luoghi agricoli e montani sono andate persi a causa della migrazione degli abitanti verso le città.

In Italia si contano oltre 6mila borghi abbandonati, a dirlo è l’Istat e per questo motivo sono tante le Regioni che mettono in atto strategie per il ripopolamento. C’è chi svende le case ad un euro e chi promuove l’ospitalità diffusa tra le antiche casette in pietra. Perché alcuni luoghi diventano fantasma?

I vecchi alpeggi, ad esempio, sono stati abbandonati con il boom economico del secondo dopoguerra, preferendo ad essi condizioni di vita migliori, più comode, andando a lavorare in fabbrica o emigrando in altri Paesi. Ci sono borghi abbandonati perché troppo isolati, altri perché distrutti da continui terremoti, frane e alluvioni.

“Vogliamo costruire qualcosa di nuovo, un modello sociale ed economico più rispettoso degli individui e dell’ambiente, partendo però dalla riqualificazione di strutture già esistenti, che recano con sé la memoria di un passato che è importante recuperare e tutelare”, scrivono.

Altri bellissimi borghi fantasma da salvare:

Laturo: un borgo fantasma da recuperare in maniera sostenibile
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Gibellina: l’affascinante paese fantasma in Sicilia

Per questo motivo, ciclicamente i ragazzi di Sommo Ripola vanno ‘a caccia’ di borghi tra esplorazioni e incontri mensili con il grande sogno di non parlare mai più di paesi fantasma.

Dominella Trunfio

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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