Vittoria per la Sfattoria degli Ultimi e gli altri santuari per animali! Stop al limite di due suini nelle strutture

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Nella lotta per salvare i suini e cinghiali ospiti della Sfattoria degli Ultimi a Roma è stato raggiunto un altro importante traguardo: decade il limite di due suini da poter accogliere nei rifugi e santuari italiani

Prosegue la battaglia degli attivisti della Sfattoria degli Ultimi di Roma, che stanno cercando in ogni modo di salvare i 140 suini e maiali, destinati all’abbattimento soltanto perché considerati fonte di pericolo per lo scoppio di un focolaio di diffusione di peste suina africana. Fortunatamente, i volontari hanno potuto tirare un sospiro di sollievo, dato che la scorsa settimana il TAR del Lazio ha sospeso fino al 12 settembre la decisione di uccidere gli animali ospiti della struttura.

La battaglia non è ancora del tutto vinta, visto che il destino dei suini e cinghiali – salvati da maltrattamenti – resta ancora appeso a un filo. Ma oggi è arrivata una splendida notizia che interessa tutti i santuari e rifugi per animali presenti sul territorio italiano.

Sicuramente ricorderete, che l’Asl di Roma 1 aveva disposto l’abbattimento di 140 suini, eccetto due esemplari che sarebbero stati risparmiati. Questo perché finora due era il limite massimo consentito da poter accogliere in qualità di animali di affezione. Un’assurdità contro cui si era mobilitata l’associazione LAV (Lega Anti-Vivisezione), che aveva chiesto di rivedere questa regola.

Alla fine il Ministero della Salute ha dato ragione alla LAV.  Il limite massimo di 2 suini non DPA (non destinati alla produzione di alimenti)
previsto dal Dispositivo dirigenziale del Direttore Generale della sanità animale del Ministero della Salute, Pierdavide Lecchini, dal 18 maggio scorso ora non si applicherà più a rifugi e santuari.

Un’importante battaglia vinta

Riteniamo che il limite dei due suidi sia restrittivo, non includendo tutte queste realtà presenti sul territorio italiano che svolgono un servizio di educazione civica nonché di innegabile supporto alle Istituzioni nella gestione di animali provenienti da sequestri o da altre situazioni di maltrattamento, pur non ricevendo alcun sostegno pubblico. – questo era l’appello della LAV alle istituzioni italiane – Chiediamo, pertanto, di rimuovere questo limite, non necessario al rispetto delle misure di biosicurezza e gestione previste dal presente provvedimento.

Nella recente nota del Direttore Generale del Ministero viene esplicitato quindi:

Con riferimento al dispositivo in oggetto (Sistema I&R – dispositivo dirigenziale inerente all’identificazione e registrazione dei suini detenuti per finalità diverse dagli usi zootecnici e dalla produzione di alimenti trasmesso con nota DGSAF 12438 del 18/05/22 – Chiarimenti applicativi) si chiarisce che lo stesso è applicabile esclusivamente a quelle situazioni in cui privati cittadini tengono presso le proprie residenze o abitazioni private fino ad un massimo di due suini per finalità diverse dagli usi zootecnici e dalla produzione di alimenti. Pertanto, le disposizioni contenute nel provvedimento citato non sono applicabili a rifugi per animali, né ad altre situazioni in cui gli animali sono tenuti per scopo ricreativo, dimostrativo, culturale e altro.

Per migliaia di animali che si trovano nei rifugi e per chi giornalmente si prende cura di loro si tratta di un importantissimo traguardo.

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Fonte: LAV

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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