Kiska è sempre più disperata e autolesionista, come mostra un nuovo video shock. Salviamo l’orca più sola del mondo!

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Non c'è pace per Kiska: nonostante gli appelli da parte delle associazioni animaliste e una petizione, l'orca più sola del mondo è ancora prigioniera del parco canadese MarineLand, dove è rinchiusa da ben 40 anni. E gli episodi di autolesionismo sono sempre più frequenti

Vi ricordate di Kiska? È tristemente nota per essere l’orca più sola del mondo, visto che è l’unico esemplare che “vive” (o sarebbe meglio dire sopravvive) in completa solitudine nel parco acquatico MarineLand, in Ontario (Canada). Lo scorso anno aveva fatto il giro dei social l’angosciante video che mostrava l’animale marino mentre sbatteva la testa contro la pareti di vetro della vasca in cui è prigioniera. A distanza di poco meno di un anno dalla diffusione di quel filmato, ne arrivano un altro scioccante che conferma che la povera orca sta sempre peggio.

Il nuovo terrificante video è stato pubblicato su Twitter e Instagram dal canadese Phil Demers, ex addestratore di mammiferi marini del MarineLand, che oggi si batte per tutelare i diritti degli animali. Nelle immagini riprese dall’alto si vede Kiska, in preda allo stress e alla sofferenza, sbattere contro il vetro della vasca. Un evidente gesto autolesionista.

Il video è stato poi ricondiviso sui canali social di Animal Justice, una delle più importanti associazioni animaliste del Canada, che fa sapere:

I filmati dell’anno scorso hanno mostrato lo stesso comportamento inquietante e abbiamo inviato questo nuovo video alle autorità, che ora stanno indagando sul suo benessere. #FreeKiska

L’angosciante storia di Kiska

Quella di Kiska è una storia a dir poco desolante. L’orca è stata prelevata dalle acque islandesi circa 40 anni fa per essere rinchiusa nel parco canadese. L’esemplare è sopravvissuta ai suoi simili e persino ai suoi figli e dal 2011 è completamente da sola. Per via della cattività e del forte stress, l’animale alterna periodi in cui resta completamente immobile a momenti in cui sbatte contro la vasca.

Purtroppo, questo comportamento ripetitivo e autolesionista mostrato da Kiska è stato osservato in altre orche in cattività, dove anni di noia in vasche aride e anonime con poca o nessuna stimolazione portano a tali manifestazioni – spiega Rob Lott del Whale and Dolphin Conservation, il comportamento è provocato dallo stress provato dalla creatura marina, catturata dall’oceano e costretta restare rinchiusa in un parco acquatico da oltre 40 anni. – Lo stress cronico può compromettere il sistema immunitario e la fisiologia delle orche in cattività, provocando malattie e persino la morte. Kiska vive senza i suoi simili dal 2011 ed è stata privata di ogni aspetto della cultura sociale che avrebbe sperimentato in natura.

Per salvare Kiska lo scorso anno è stata lanciata anche una petizione, firmata da oltre 400mila persone. Ma ad oggi non è cambiato nulla per questa povera creatura marina costretta ad un’esistenza infernale. È possibile che nessuno riesca ad intervenire per liberarla e regalarle un minimo di serenità?!

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Fonti: Philip Demers (Instagram)/Animal Justice 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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