Juan Carrito sbuca alla stazione di Roccaraso e l’ente parco prova di nuovo a esiliarlo

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Avvistato l'orso Juan Carrito in stazione e mentre interagisce con un cane. Verrà trasferito di nuovo, la prefettura ha deciso così

Nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise il plantigrado M20 Juan Carrito ricompare alla stazione di Roccaraso e tra la neve, e successivamente è stato ripreso di nuovo insieme ad un cane, al di là del cancello di una abitazione, sotto gli occhi spaventati, ma incuriositi di cittadini e turisti. Un incontro che, come avevamo spiegato in passato, purtroppo resta pericoloso.

Il cane non sembra affatto spaventato dalla presenza del grande mammifero ed i due interagiscono infatti in tutta tranquillità tra la neve fresca, proprio come era già successo il 16 dicembre 2021 quando il piccolo orso si era riaffacciato in paese e lungo le strade aveva incontrato un pastore tedesco che camminava libero tra la neve. (Leggi anche: L’orso Juan Carrito percorre centinaia di chilometri e torna in paese dopo il trasferimento).

Dopo che l’animale è stato avvistato di recente alla stazione di Roccaraso, mentre avanzava sicuro lungo i binari, l’intervento delle forze dell’ordine ha sollevato nuovamente il problema dell’orso più famoso d’Italia che continua le sue irruzioni nei paesi del Parco nazionale e che verrà nuovamente trasferito dopo questi eventi.

A riprendere l’insolito incontro con il cane è stato un uomo che si trovava nelle immediate vicinanze e ha condiviso il video sui social. Ecco qui il video che mostra Juan Carrito ed il suo nuovo amico a quattro zampe

Sembrano quasi due bambini, come qualcuno ha scritto, ed in effetti Juan Carrito è ancora un cucciolo di orso marsicano di 2 anni che sembra quasi volere a tutti i costi far amicizia con i cani, ma questi incontri non sono prudenti,  risultano al contrario molto rischiosi per il cane, per il plantigrado e per l’uomo. Seppur l’animale sembrerebbe accogliere ben volentieri la presenza di Juan Carrito e volersi far rincorrere come in un gioco, il suo comportamento potrebbe indurre l’orso ad attaccare l’uomo, come si è verificato purtroppo già in Trentino, generando stress nel plantigrado.

Possono essere proprio questi incontri la causa di aggressioni e potenziali incidenti, nonché del cambiamento delle abitudini dell’orso che si spinge sempre di in contesti che non appartengono alla sua natura come i centri abitati. Questo è uno dei motivi per cui i cani andrebbero tenuti sempre al guinzaglio in queste aree e mai lasciati liberi in prossimità di pericoli.

Le nuove disposizioni prevedono che ora Juan Carrito sia trasferito ancora una volta in montagna, mentre il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise continua a mettere in guardia i turisti e gli abitanti di non fotografare e non avvicinarsi all’orso.

Fonte: Il Giorno

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Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

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