Peste suina: fermiamo la strage dei maiali sani in Liguria! Verranno abbattuti anche quelli domestici

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L'ordinanza che prevede gli abbattimenti dei maiali sani in Liguria è estremamente crudele e inaccettabile. Fermiamo la strage!

L’ordinanza che prevede gli abbattimenti dei maiali sani in Liguria è estremamente crudele e inaccettabile. Per fermare la strage le associazioni animaliste Vitadacani e Rete dei Santuari invitano tutti ad aderire a un mail-bombing 

In Liguria è stata autorizzato una vero e proprio sterminio di maiali in nome del contenimento della peste suina africana. Una misura estrema e crudele che ha sollevato un polverone in Italia, visto che l’ordinanza non prevede soltanto l’abbattimento degli esemplari che hanno contratto il virus, ma anche quelli sani. Il terribile destino è riservato non solo a quelli selvatici: dovranno essere abbattuti anche i maiali allevati nelle fattorie domestiche e persino quelli salvati dai cittadini o da associazioni animaliste e i maialini vietnamiti.

A seguito del via libera agli abbattimenti, la LAV (Lega Anti Vivisezione) ha subito annunciato il ricorso al TAR per chiedere la sospensione dell’ordinanza, immotivata per la tutela della salute umana e crudele nei confronti degli animali.

Il mail.bombing per tentare di salvare i suini

Per scongiurare questa assurda mattanza numerose organizzazioni hanno deciso di mobilitarsi. Tra queste, l’associazione Vitadacani che – insieme alla Rete dei santuari – sta invitando tutti a sommergere il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e altre figure istituzionali (tra cui l’assessore all’Agricoltura) di mail di protesta.

La recente ordinanza emanata da Regione Liguria é inaccettabile. – denunciano gli attivisti – Per tutelare gli interessi degli allevatori e di chi continua a nutrirsi dei corpi di altri animali, ordina di uccidere tutti i maiali e cinghiali. Senza distinzione. Anche se sono sani. Nella zona rossa tutti i suini bradi e semibradi e di allevamenti familiari dovranno essere abbattuti o macellati. Quindi anche i “nostri”. Quelli salvati, ospiti di rifugi, privati e famiglie, nei territori dichiarati zona rossa. Tutti, eccetto quelli rinchiusi negli allevamenti intensivi. Tutto questo non ha senso. Per noi, che da sempre accogliamo e portiamo in salvo maiali e cinghiali da ogni tipo di orrore. Dal macello. Dai sequestri. Dalla caccia. Con gentilezza, insegniamo loro che c’è sempre speranza. Mostriamo a loro e alle persone che un altro mondo e un’altra relazione col resto dei viventi sono possibili. Necessari.

Come partecipare al mail-bombing

Ecco il testo da inserire nella mail indirizzata alle istituzioni della Regione Liguria:

Salve,

ho appena appreso la notizia degli abbattimenti di suini e cinghiali allo stato brado e semibrado nei Comuni siti in zona rossa.
Molte persone, piccole realtà e rifugi, ospitano suini e cinghiali da vita. Tutti rischiano l’abbattimento. Pur se mai verranno utilizzati per fini produttivi. Intendo esprimere tutto il mio sconcerto e disappunto nei confronti di questo provvedimento. Sterminare animali sani e felici non è accettabile. Neppure per tutelare gli allevamenti e gli interessi di una filiera. Senza contare poi che tale filiera è troppo spesso responsabile di maltrattamenti e che, stipando gli animali gli uni sugli altri, per sua stessa natura, trasforma potenzialmente qualunque virus in una bomba ad orologeria.
Per tanto, chiedo di sospendere immediatamente gli abbattimenti di cui ordinanza in oggetto e di revocare l’ordinanza medesima.
In fede,
nome e cognome

Gli indirizzi mail a cui scrivere sono i seguenti:

Presidente@regione.liguria.it, presidente.sanita@regione.liguria.it, vicepresidente.assessore.agricoltura@regione.liguria.it, protocollo@pec.regione.liguria.it, agricoltura.psr@cert.regione.liguria.it, presidenza@cert.regione.liguria.it

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Fonte: Vita da cani 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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