Centinaia di agnelli ammassati, assetati e senza aria: denunciati tre camion provenienti dell’Europa dell’Est

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Tre camion con a bordo 2100 agnelli provenienti dalla Romania e dall'Ungheria sono stati fermati e denunciati in Italia: i poveri animali, destinati a finire sulle nostre tavole per Pasqua, viaggiavano in condizioni inadeguate e non riuscivano neanche a muoversi.

Viaggiavano stipati sui furgoni senza spazio sufficiente per muoversi, in una posizione che può causare ematomi e bruciature, e senza poter bere per ore: è l’incubo che sono stati costretti a vivere circa 2100 agnelli, ammassati in tre furgoni, che la scorsa domenica sono stati fermati dalla Polizia stradale.

In ognuno dei camion a quattro piani, due provenienti dall’Ungheria e uno dalla Romania, erano stipati 700 esemplari destinati ad essere macellati e a finire nel nostro piatto durante queste festività pasquali.

Per fortuna, però, i due veicoli sono stati fermati tra Ferrara, Rovigo e Udine e sono stati multati per aver violato le disposizioni europee relative alla tutela del benessere animale durante il trasporto. A renderlo noto è l’associazione Essere Animali, che in questi giorni sta effettuando numerosi controlli sulle strade insieme all’eurodeputata Eleonora Evi – membro della Commissione d’inchiesta sulla protezione degli animali durante il trasporto (ANIT) – per portare alla luce i maltrattamenti nei confronti dei poveri agnelli.

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In particolare, le violazioni riscontrate riguardavano l’altezza insufficiente dei compartimenti, tale da non consentire agli animali di muoversi in modo naturale quando in posizione eretta. – spiegano gli attivisti – Gli agnelli toccavano con la testa il piano superiore del compartimento, una condizione che può provocare urti, ematomi e bruciature agli animali, oltre a non consentire una ventilazione adeguata dei compartimenti. Per le violazioni alle disposizioni sul benessere animale durante il trasporto, l’art. 7 del D.Lgs. 151/2007 prevede sanzioni fino a 6.000 euro.

In base a quanto previsto dalle raccomandazioni Ue, gli agnelli che viaggiano in camion senza il sistema di ventilazione forzata come quelli fermati e sanzionati dovrebbero essere trasportati in compartimenti che garantiscono almeno 30 cm di spazio tra la testa dell’agnello ed il piano superiore, quando l’animale è in posizione eretta.

Inoltre, gli attivisti di Essere Animali hanno scoperto che un agnello ha viaggiato per ore con una zampa incastrata tra le sbarre del furgone. Una vera crudeltà.

agnello zampa

@Essere Animali

L’organizzazione animalista ha anche evidenziato diverse criticità nel sistema di abbeveraggio installato nei veicoli (che da tempo diverse organizzazioni denunciano come non idoneo a queste specie).

Infatti, molti agnelli non sono in grado di utilizzare le tettarelle metalliche fornite nei camion perché queste non permettono loro di bere nel modo idoneo per la specie, ovvero immergendo il muso nell’acqua e bevendo a piccoli sorsi, e perchè solitamente non viene mostrato loro come utilizzarle prima del trasporto. – spiegano i volontari di Essere Animali – Questo sistema di abbeveraggio non idoneo rappresenta un esempio lampante dei vuoti normativi attualmente presenti che, unito alle alte densità di trasporto che ostacolano il movimento degli animali verso le tettarelle, fa sì che gli agnelli esposti a lunghi viaggi soffrano la sete e siano a serio rischio di disidratazione.

L’odissea degli agnelli: costretti a viaggi estenuanti (anche di 30 ore) per poi finire nel nostro piatto

Purtroppo questi episodi sono soltanto la punta dell’iceberg. Ogni anno soltanto in Italia sono oltre 2 milioni gli agnelli destinati al macello, di cui circa 300mila esemplari uccisi a ridosso delle festività pasquali. E un esemplare su 3 di quelli macellati nel nostro Paese proviene dall’estero, in particolare da nazioni come Ungheria, Romania, Francia e Spagna.

Prima di essere uccisi (spesso in maniera brutale e senza stordimento) sono sottoposti a viaggi estenuanti che durano anche 30 ore. E puntualmente, ogni anno, molti di questi muoiono durante il tragitto, stremati dalla fame, dalla sete e dal caldo. Tutti motivi che dovrebbero spingerci a non portare sulle nostre tavole la carne di agnello per non essere complici di quest’assurda mattanza.

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Fonte: Essere Animali

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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