Cani legati con la catena: è ora di dire basta! Solo in queste 3 regioni è vietato (e con multe salatissime)

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Un cane si può tenere legato? Per quanto tempo e quanto deve essere lunga la corda o catena? Cosa prevede la legge? Siamo davanti a un reato?

Gli incendi in Sardegna oltre alla perdita sconfinata di biodiversità hanno portato con sé un altro dramma: la morte di animali arsi vivi perché legati con la catena a un palo. Ma un cane si può tenere legato? Per quanto tempo e quanto deve essere lunga la corda o catena? Cosa prevede la legge? Siamo davanti a un reato? Cerchiamo di fare chiarezza.

Partiamo da una premessa: purtroppo in Italia non c’è una legge nazionale che vieti di tenere il cane legato a una corda o una catena, quindi non è illegale. Anzi, secondo un recente rapporto dal titolo “Verso il divieto di tenere i cani legati alla catena”, realizzato dalla startup Green Impact e dalla ong contro il randagismo Save the Dogs and Other Animals, tanti cani vivono tutta la loro vita in questo modo, salvo disposizioni comunali o regionali. (Leggi anche: Cani a catena, che vergogna: in queste Regioni italiane non è ancora vietato!)

Per questo, nel nostro paese c’è ancora tanta strada da fare per il benessere animale. Nel rapporto si scopre che alcune regioni hanno approvato il divieto assoluto di tenere un cane a catena, (Umbria e Campania), mentre altre sono totalmente prive di una regolamentazione (Liguria, Sicilia e Basilicata), mentre altre ancora  – Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Abruzzo e Puglia – vietano la catena ma con alcune deroghe, non sempre chiare e ben circostanziate. In questa info-grafica il quadro è chiaro:

tabella cani catene

@savethedogs

Dicevamo c’è discrezione tra regione e regione, comune e comune, ma che a livello nazionale nessuna legge vieta di tenere un cane legato. Il risultato? Ognuno fa un po’ quello che gli pare: vieta, non vieta, sanziona, gira lo sguardo dall’altro lato. L’articolo 16 dal titolo ‘Cani’ pubblicato in Gazzetta ufficiale dà solo delle indicazioni generiche su come dovrebbe vivere il cane in catene. Si legge: deve poter raggiungere la cuccia, l’acqua e il cibo; deve essere sciolto e portato a spasso almeno una volta al giorno; la catena deve avere una lunghezza di almeno 5 metri ed essere munita di un giunto girevole per evitare lo strangolamento; i cani femmina tenute alla catena devono essere sterilizzate.
Il punto però è che il cane non può essere felice e stare bene, anche se la catena è lunga 5 metri, perché non poter correre, esplorare etc va contro la sua natura.

Per questo, in alcuni casi estremi, ci si appella al reato di maltrattamento di animali (articolo 544 del Codice penale) e alla sentenza 10164/2018 della Corte di cassazione, secondo la quale tenere gli animali in catene è incompatibile con la loro natura e provoca gravi sofferenze fisiche e psicologiche, e chi tiene un cane – o altro animale – in catene per un tempo prolungato rischia l’ammenda da 1.000 ai 10.000 euro. (Leggi anche: Cani legati alla catena: in Campania in arrivo pesanti sanzioni per chi non rispetta il divieto)

Il reato però deve essere provato perché la Corte stabilisce che la sofferenza deve essere “duratura” mentre non commette reato chi tiene il cane incatenato per un lasso di tempo breve. Aspettando che finalmente la politica decida di approvare una legge ad hoc senza lasciare la discrezionalità alle Regioni, soprattutto ricordando che in Sardegna se quei cani fossero stati liberi, avrebbero avuto il tempo di scappare, ricordiamo che se vedete un animale sempre legato o in condizioni che non rispecchiano ciò che abbiamo descritto, avete il dovere di segnalare il fatto alle autorità con una denuncia formale alla Questura o i Carabinieri.

Fonti: Save the dogs/Art.544 Codice Penale/Disposizioni regionali benessere animale

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.

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