Lidl fa orecchie da mercante sul benessere animale, al via la mobilitazione europea contro i suoi allevamenti di pollo

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Nei supermercati Lidl la carne di pollo viene venduta a prezzi vantaggiosi, ma a pagare il vero costo sono milioni di animali costretti a un'esistenza infernale negli allevamenti. A denunciare la grave situazione l'Open Wing Alliance, l'alleanza europea che ha lanciato una campagna per chiedere al gigante della Gdo di impegnarsi a difesa del benessere animale

Una bella storia

Dietro la carne venduta nei supermercati Lidl si cela una ancora crudeltà spaventosa. Mentre centinaia di aziende di tutto il mondo, fra cui Carrefour e Eataly si sono impegnate a tutelare il benessere animale aderendo all’European Chicken Commitment, la celebre catena tedesca non l’ha ancora fatto.

Per questo motivo Animal Equality e altre 10 organizzazioni europee che si occupano protezione degli animali hanno deciso di lanciare proprio oggi una campagna rivolta Lidl, per chiedere all’azienda dello Schwarz Gruppe di attivarsi al più presto per mettere fine alle atrocità che sono costretti a subire i polli per produrre la carne che poi finisce nei vari punti vendita.

Con oltre 11.550 punti vendita dislocati in 31 Paesi, Lidl è un vero e proprio gigante della GDO. – sottolinea Animal Equality, che fa parte della rete  Open Wing Alliance – Le grandi aziende del settore alimentare hanno il potere di fare la propria parte per milioni animali adottando politiche chiare e trasparenti che mostrino la volontà di agire per quelli che sono gli animali spesso più dimenticati, quelli confinati in macelli e allevamenti. I polli sono proprio tra i più sfruttati al mondo, e per questo invitiamo Lidl a fare la cosa giusta sottoscrivendo lo European Chicken Commitment a livello europeo.

A scoperchiare il vaso di Pandora su quanto accade negli allevamenti di polli (non solo quelli destinati a Lidl) numerose inchieste, fra cui quella condotta la scorsa estate da Animal Equality proprio in Italia.

I polli allevati per la loro carne sono gli animali terrestri più maltrattati del pianeta. – denunciano gli attivisti – Questi animali infatti sono stati geneticamente modificati perché il loro corpo cresca a dismisura in pochissimo tempo. Questa scellerata politica dei produttori e delle aziende del settore alimentare causa in questi delicati animali attacchi cardiaci, insufficienza respiratoria, malattie congenite e condizioni croniche come la deformità nelle zampe.

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L’inferno negli allevamenti di polli a rapido accrescimento

Come spiega Animal Equality, i polli allevati da Lidl appartengono a razze broiler a rapido accrescimento, sono cioè geneticamente selezionate per crescere a dismisura in poco tempo. Questa condizione li porta a soffire di una serie di malattie congenite, come la miopatia white-striping,caratterizzata proprio da striature biancastre sulle fivre muscolari. Il problema, naturalmente, non riguarda esclusivamente Lidl ma anche tanti altre aziende presenti sul territorio europeo.

“I polli allevati per la loro carne sono stati selezionati geneticamente nel tempo per crescere così in fretta che, nel giro di poche settimane, le zampe e gli organi interni non riescono più a reggere il peso della massa muscolare, rendendo comuni attacchi cardiaci, insufficienza respiratoria e condizioni croniche come la deformità nelle zampe” aggiunge l’associazione animalista, che lo scorso luglio ha rilasciato delle immagini shockanti di un allevamento avicolo del Nord Italia in cui sono stipati 80mila polli, costretti a “vivere” ammassati e in molti casi malati e con numerose fratture.

L’inchiesta ha portato alla luce anche gravi carenze igienico-sanitarie: lettiere sporche e arcasse di polli ormai in decomposizione, abbandonati fra gli esemplari ancora vivi.

I polli a rapido accrescimento sono prigionieri del loro stesso corpo, ma come se non bastasse la loro sofferenza negli allevamenti è aggravata dalle condizioni in cui sono costretti a sopravvivere  – denuncia Ombretta Alessandrini, Campaigns Coordinator di Animal Equality Italia  –Dal momento che la lettiera su cui camminano non viene mai cambiata, questi animali posano le loro zampe 24 ore su 24 sui propri escrementi e sulle deiezioni dei compagni causando ustioni e perdita di piumaggio, mentre l’alta concentrazione di ammoniaca nell’aria provoca ai polli gravi problemi respiratori.

L’uso massiccio di antibiotici che si rende necessario per limitare i danni su questi animali negli allevamenti provoca un aumento dell’antibiotico resistenza, uno dei più grandi pericoli per la salute di tutti su scala globale. Gli individui che sopravvivono a questa vita miserabile sono comunque destinati al macello a sole 7 settimane dalla nascita, quando sono di fatto dei pulcini troppo cresciuti.

Al fine di garantire ai polli un’esistenza più dignitosa, molti dei principali supermercati italiani e internazionali hanno già aderito allo European Chicken Commitment, ma non è ancora il caso di Lidl (fatta eccezione per Lidl Francia).

“Per questo motivo, con la nuova campagna chiediamo che anche questa azienda faccia la propria parte per contribuire ad alleviare la sofferenza di milioni di polli allevati ogni giorno in Europa e in Italia” chiarisce Ombretta Alessandrini.

Per firmare la petizione rivolta a Lidl CLICCA QUI. 

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Fonte: Animal Equality Italia

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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