La Bulgaria vieta l’allevamento e l’importazione di visoni (ma non di altri animali da pelliccia)

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La decisione è stata presa per prevenire danni alla biodiversità provocati dai visoni americani che fuggono dagli allevamenti

Tra pochi giorni in Bulgaria non sarà più possibile allevare o importare visoni in modo legale.

Dopo un mese di consultazioni pubbliche, lo scorso 1° giugno il ministro dell’Ambiente bulgaro Borislav Sandov ha firmato un’ordinanza che introduce il divieto di allevamento e importazione di questi animali.

La decisione ha lo scopo di proteggere la fauna autoctona, in particolare il visone europeo ma amche altre specie che possono essere minacciate  dalla fuga dei visoni americani o dal loro rilascio accidentale in natura.

La legge sulla biodiversità in Bulgaria consente al ministro dell’ambiente di imporre restrizioni all’allevamento e all’importazione di specie animali, vegetali e fungine non alloctone, se il loro rilascio accidentale in natura mette in pericolo le specie autoctone.

Una volta pubblicata sulla Gazzetta ufficiale, la normativa entrerà in vigore portando così alla chiusura dell’ultimo allevamento di visoni rimasto nel Paese.

Dopo la discussione pubblica e le opinioni su tutti i commenti ricevuti, ho firmato l’ultima ordinanza per questo divieto. Le condizioni nell’unico allevamento in Bulgaria sono sfavorevoli e negli ultimi anni ha permesso ai visoni di entrare nelle aree della fauna selvatica e causare danni – ha dichiarato il ministro dell’ambiente bulgaro.

Sebbene si tratti di una piccola vittoria per i visoni, che non saranno più sottoposti a crudeltà e sofferenze inutili, il divieto non copre altre specie comunemente allevate per la loro pelliccia, come le volpi e i cincillà.

Per questo le associazioni animaliste chiedono che normative simili vengano estese a tutti gli animali da pelliccia.

La Fur Free Alliance plaude alla decisione del ministro bulgaro di vietare l’allevamento di visoni nel Paese. La fine della produzione di visoni è una vittoria per il benessere degli animali, oltre che per la biodiversità autoctona. Ci auguriamo che il governo bulgaro consideri seriamente l’estensione di questa legislazione per garantire anche che tutta la produzione di pellicce venga eliminata nel Paese – ha commentato oh Vinding, presidente della Fur Free Alliance.

Ormai sono molte le persone che chiedono di porre fine all’allevamento di animali da pelliccia. Il mese scorso è stata lanciata #FurFreeEurope un’iniziativa dei cittadini europei per chiedere un'”Europa senza pelliccia”. L’iniziativa, rilanciata in Italia da LAV, ha consentito di raccogliere oltre 100.000 firme in due settimane.

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Fonte di riferimento: Fur Free Alliance

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".

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